Indispensabile, ma con le valigie sempre pronte, e non ancora disfatte. Questo è il paradosso che sta vivendo Gvidas Gineitis, sempre schierato titolare nelle 5 gare ufficiali di questo inizio stagione, eppure costantemente sul mercato. Certo, la chiusura delle operazioni per quanto riguarda i maggiori campionati europei avvicina ormai al 100% la percentuale di permanenza in granata del centrocampista lituano, ma in caso di offerta irrifiutabile, che ad oggi potrebbe arrivare presumibilmente soltanto da una big del calcio greco (nel caso, entro il 15 settembre, quando si chiuderà il mercato nel Paese ellenico), la situazione potrebbe anche cambiare. Non è un mistero infatti che il Toro abbia trattato a lungo la cessione del proprio numero 66, in particolar modo con gli scozzesi del Celtic: e l’operazione è sfumata proprio sul gong anche grazie alle uscite di Pedersen e Njie, che hanno garantito alle casse del club quelle entrate necessarie per operare con profi tto nelle ultime ore di mercato. Nel frattempo, però, Gineitis non si è mai lasciato travolgere dall’incertezza per il proprio futuro, convincendo Abate a puntare costantemente su di lui. Il lituano non è un calciatore che ruba l’occhio ai tifosi quando è in campo, ma gli addetti ai lavori invece si sono spesso fatti conquistare dal suo modo di giocare. Abate è l’ultimo.
L’esordio e i numeri
Ed il primo, in Italia, è stato Ruggero Ludergnani. Quando si trovava alla Spal, l’attuale responsabile del settore giovanile del Toro strappò Gineitis a una folta concorrenza, composta soprattutto da club tedeschi, portando Gvidas a Ferrara per soli 40 mila euro. Arrivato in Piemonte, Ludergnani ha poi sponsorizzato il centrocampista, convincendo il club granata ad inserirlo nell’operazione che portò Demba Seck al Filadelfia nel 2022. Anche Juric ne comprende rapidamente le potenzialità, e nel gennaio 2023 lo fa esordire a sorpresa nell’undici titolare con cui il Toro affronta il Milan a San Siro, la Scala del calcio. Le successive tre stagioni sono una crescita costante: dopo Juric, che al secondo anno gli permette di collezionare 14 presenze in Serie A, Gineitis conquista anche Vanoli, con cui disputa la propria miglior stagione, mettendo insieme 30 presenze e segnando 3 reti, contro Fiorentina, Milan e Lazio, tutte determinanti ai fi ni del risultato. L’anno passato con Baroni e D’Aversa sono stati 29 i gettoni in campionato, sempre tanti, ma il rendimento è stato leggermente al di sotto delle aspettative. In questo primo scorcio di stagione (sempre in campo dal primo minuto), Gineitis ha messo a referto l’assist per Adams che ha tardivamente riaperto la gara con i rossoneri (dopo l’esordio in Serie A ed il primo gol a Torino, il Milan sembra davvero essere una squadra con cui il lituano ha un feeling particolare…).
Le abilità di Gineitis
La sua abilità nei calci da fermo ne ha fatto in questi anni una pedina importante, anche se ora, con i ritorni di Rodriguez e Mandragora, entrambi mancini, potrebbe diventare una qualità meno preziosa. Apprezzabili anche le buone capacità di inserimento e di interdizione, ma non sono sostenute da un’abilità nel gioco aereo che ci si potrebbe aspettare da un elemento che supera il metro e novanta di statura: quando non calcia dalla bandierina non è infatti raro vedere Gineitis come ultimo uomo sui calci d’angolo. Situazione che può però essere giustifi cata dal buon tiro dalla distanza messo in mostra dal centrocampista, sfoderato soprattutto con la nazionale lituana con cui ha realizzato gol bellissimi da distanze siderali. Tutti aspetti su cui Gineitis può lavorare per migliorare ampiamente, visti i soli 22 anni, per contribuire in maniera importante al futuro del Toro: anzitutto sul campo, poi eventualmente rappresentando una preziosa plusvalenza, in virtù del prezzo irrisorio pagato per acquistarlo, e del valore, ben superiore ai 10 milioni, già raggiunto.
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