TORINO – Vedendo i campetti qui sopra, con le sette formazioni schierate da Ignazio Abate nelle prime sette partite ufficiali della stagione (cinque di campionato e due di Coppa Italia), a qualche tifoso sarà venuto un brivido. Dai cassetti della memoria potrà essere spuntato il ricordo della gestione Marco Baroni: l’attuale allenatore del Verona lo scorso anno riuscì nell’impresa di schierare sempre una formazione diversa. Ventisei formazionidiverse su ventisei partite di campionato, più altre quattro in Coppa Italia. Solo l’esonero, dopo la sconfitta contro il Genoa, riuscì a mettere un freno alla fantasia del tecnico nel mandare in campo undici giocatori sempre differenti.
Abate e i continui cambi di formazione del Torino
Anche Abate ha schierato, per il momento, formazioni tutte diverse, ma non vogliamocerto paragonare il neo allenatore granata a chi lo ha preceduto, con scarsi risultati, sullapanchina granata. L’ex tecnico della Juve Stabia sta cercando di portare le proprie idee all’interno della squadra e qualche buon alibi per il fatto di non aver mai riproposto gli stessi calciatori in campo lo ha. Eccome se ne ha: giocatori importanti come Lucas Perri, Rafik Belghali, Rolando Mandragora e Daniel Bragança sono tutti arrivati nelle ultime ore della finestra estiva di calciomercato, quando il campionato era già cominciato da alcune settimane. Il tecnico non poteva quindi farli giocare in precedenza. E anche quando li ha, finalmente, avuti a disposizione ha dovuto attendere che trovassero una condizione atletica adatta per partire titolari (è il caso, per esempio di Bragança). Ma i continui cambi di formazione sono anche il segnale che l’allenatoregranata nelle prime giornate di campionato non è riuscito a trovare la quadra giusta. E lo dimostrano anche i risultati e le prestazioni: le tre sconfitte in campionato, contro Milan, Sassuolo e Roma, hanno in comune il fatto che per un tempo (in alcuni casianche qualcosa in più) il Toro ha più che altro subito il gioco avversario, rimanendo basso nella propria metà campo senza riuscire a creare pericoli e finendo per subire gol. La sconfitta contro il Monza in Coppa Italia è stata, dal punto di vista della prestazione, anche peggiore rispetto a quelle di campionato: contro la squadra di Ivan Juric, il Toro hamostrato forse il proprio lato peggiore.
Torino, la sosta per le Nazionali aiuta Abate
Questa lunga pausa del campionato può essere comunque d’aiuto ad Abate, anche se l’allenatore ha dovuto rinunciare a ben quattordici giocatori convocati dalle rispettivenazionali (di questi, al momento, è rientrato soltanto Saul Coco, che ha terminato gli impegni con la Guinea Equatoriale nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa). E tra calciatori impegnati in giro per il mondo ci sono anche elementi importanti come Pietro Comuzzo, Nikola Vlasic o Rolando Mandragora, che da quando è arrivato si è subito imposto come perno del centrocampo. A proposito di giocatori impegnati in nazionale, va segnalato che Vincenzo Montella ha convocato Emirhan Ilkhan nella nazionale maggiore dellaTurchia: il regista era aggregato all’Under 21 del suo Paese e ora sogna l’esordio in nazionale maggiore.
Torino, contro l’Udinese arriva l’ottava formazione
Tornando ad Abate, abbiamo raccontato negli scorsi giorni di come stia lavorando percreare un Toro sempre più camaleontico, che possa schierarsi anche in manieradifferente in campo (con la difesa a quattro, per esempio), ma lo stesso allenatore sache la continuità nelle scelte potrà portare a dei benefici, soprattutto dopo a dei risultati positivi. Lo si era visto anche con la gestione Roberto D’Aversa, nella parte conclusiva della scorsa campionato. Contro l’Udinese, però, vedremo l’ottavo Toro differente, anche perché rispetto alla partita di Bologna ci sarà nuovamente a disposizione Comuzzo (al Dall’Ara era in panchina per l’influenza). E potrebbe trovare spazio ancheCasadei, che si è ristabilito dall’infortunio.





