Gaetano Oristanio vuole prendersi il Toro. E magari pure velocemente. Il fantasista mancino, infatti, ha aspettato in silenzio il suo turno e, dopo aver fatto da spettatore nelle prime quattro giornate di campionato contro Milan, Sassuolo, Fiorentina e Roma, adesso spera di ritagliarsi un posto importante nelle gerarchie di Ignazio Abate. Motivo per cui i 22 minuti giocati prima della sosta al Dall’Ara contro il Bologna fanno ben sperare. Il talento scuola Inter ha avuto un ottimo impatto da subentrante contro la formazione rossoblù, creando scompiglio e aiutando il Torino ad acciuffare il pareggio. Tra l’altro proprio una sgroppata di Oristanio avrebbe anche potuto permettere ai granata di sbancare il rettangolo verde bolognese, se l’arbitro Guida avesse concesso un calcio di rigore definito solare da tutti i principali moviolisti. Peccato che l’intervento scomposto di Heggem ai danni del numero 11 del Torino non sia stato sanzionato con la massima punizione. Fosse andata così, l’impatto di Oristanio sulla gara sarebbe stato ancor più decisivo e devastante. Oltre a permettere alla sua squadra di andare a occupare una posizione migliore di classifica. Poco male: ora il fantasista sta lavorando duramente per rosicchiare spazio e considerazione nei pensieri di Abate. D’altronde in estate il presidente Urbano Cairo e il ds Gianluca Petrachi hanno voluto fortemente il fantasista originario di Valle della Lucania. Tra l’altro – fatalità del destino – Oristanio era stato corteggiato a lungo già un anno fa dall’ex dt granata, Davide Vagnati. Per la serie: il Torino era nel suo destino. Un’operazione conclusa col Venezia a condizioni decisamente vantaggiose, ovvero in prestito con diritto di riscatto a 5 milioni. Battuta la concorrenza di Cagliari e Frosinone che avevano approcciato Oristanio prima del blitz vincente di Petrachi. Nel caso in cui l’attaccante esterno dovesse essere poi acquistato a titolo definitivo, si legherebbe al Toro fino al 2031.
La rincorsa di Oristanio
Ci sarà tempo e modo per affrontare, eventualmente, la questione. Gaetano ora è concretato soltanto sul presente, con l’obiettivo dichiarato di giocare con continuità. Una convinzione che lo ha animato fin dall’estate. E questo per certi aspetti potrebbe apparire sorprendente per chi non conosce la determinazione e la tenacia dell’ex Volendam. Tanto che – nonostante un precampionato da riserva – Oristanio ha declinato nelle ultimissime ore della finestra di trattative la possibilità di lasciare il club granata. L’esterno offensivo, infatti, dopo le prime due giornate di Serie A era tornato nei pensieri del Venezia, che era disposto a richiamarlo all’ovile per dargli un ruolo da protagonista. Una tentazione che avrebbe potuto sedurre in molti, ma non Oristanio convinto che il Torino fosse il club giusto per lui. A costo di mangiare il pane duro della panchina nelle prime settimane della stagione. Detto, fatto. Ecco perché non ha ascoltato le sirene provenienti dalla Laguna. Motivo per cui l’epifania bolognese potrebbe segnare una svolta nell’avventura granata dell’attaccante mancino, le cui caratteristiche e doti tecniche possono conferire imprevedibilità alle trame offensive della squadra di Abate. La rincorsa di Oristanio al posto fisso nel Toro è iniziata.





