Il trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus all’Udinese nel 2018 e il suo successivo ritorno a Torino due anni dopo è stato del tutto legale. È questa la decisione del Gup del Tribunale di Udine, che ha assolto il presidente del club friulano Franco Soldati, il vicepresidente Stefano Campoccia e l’Udinese Calcio stessa. La Procura aveva accusato il club di falso in comunicazione sociale, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’Ires, chiedendo 2 anni di reclusione per Soldati e Campoccia e una sanzione di 500mila euro nei confronti della società. I giudici, però, hanno messo la parola fine sul processo, stabilendo che per i due indagati «il fatto non è previsto dalla legge come reato», mentre per il club che «il fatto non sussiste».
Caso Mandragora, cosa era successo
Il 26 luglio 2018 l’Udinese acquista dalla Juventus Rolando Mandragora per 20 milioni di euro. Dopo due stagioni a Udine, la Juventus il 3 ottobre 2020 lo ricompra per 15 milioni, lasciandolo però in prestito in Friuli Venezia Giulia fino al 31 gennaio 2021. A quel punto la Vecchia Signora lo rimanda in prestito, questa volta al Torino. Alla fine dei conti, Mandragora con la Juventus non ha mai giocato, una situazione che ha fatto insospettire la Procura, in un procedimento che si inserisce a pieno nel girone del caso plusvalenze. Il giudice, però, ha escluso la rilevanza penale delle condotte dei due dirigenti dell’Udinese, assolvendoli insieme al club.
Il comunicato dell’Udinese: “Piena correttezza, trasparenza e regolarità”
Ecco il comunicato del club bianconero dopo la notizia dell’assoluzione: “Udinese Calcio prende atto con soddisfazione della sentenza pronunciata oggi dal Tribunale di Udine, che ha disposto l’assoluzione con formula piena del Presidente Franco Soldati, del Vice Presidente Stefano Campoccia e della Società. La decisione conferma l’infondatezza delle contestazioni mosse nei confronti di Udinese Calcio e dei suoi rappresentanti apicali, riconoscendo al contempo la piena correttezza, trasparenza e regolarità del loro operato. Si tratta di un pronunciamento di particolare rilevanza, che ribadisce i valori di integrità e responsabilità che da sempre contraddistinguono l’azione della Società e dei suoi dirigenti. L’esito del procedimento rappresenta inoltre un ulteriore riconoscimento per Udinese Calcio, realtà da anni considerata un modello di riferimento nel panorama del calcio professionistico, per la serietà della propria gestione e per l’attenzione al rispetto delle regole e dei principi di buona governance”.
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