La passione per il Toro, ma soprattutto un grande cuore, hanno portato i colori granata in Camerun, dove ora tanti bambini possono coltivare il sogno di diventare calciatori. L’idea di un’accademia sportiva che permetta ai giovani costretti a vivere in grande povertà di avere una possibilità è di Claudio Cantore, scrittore di Villarbasse e grande tifoso del Toro. «Tutto è iniziato poco più di un anno fa – racconta Cantore – quando per caso in televisione, su Rai 1, ho visto la trasmissione “Una voce per Padre Pio”. Una delle storie raccontate mi colpì molto, e provai a contattare l’associazione per avere informazioni e poter dare un contributo, magari scrivendo un libro. Venni richiamato da Vincenzo Palumbo, fondatore di una Voce per Padre Pio, che volle coinvolgermi nelle sue iniziative. Così è nato Prosper, il libro su un ragazzo alle prese con una grave forma di tumore facciale, e curato in Italia grazie all’associazione, di cui ora è volontario. Poi, a meno di due mesi dai primi contatti, a settembre mi venne proposto di partire per l’Africa». Ed è proprio grazie a questo viaggio che Cantore ha portato il Toro in Camerun.
L’idea dell’accademia Leoni granata
«La destinazione era infatti Yaoundé, che avrei raggiunto in compagnia di un’equipe medica siciliana. L’associazione è già riuscita a costruire un ospedale e tre asili, e ora si sta specializzando nella cura della cardiopatia infantile, un problema enorme in Africa. Prima del viaggio mi venne chiesto se era possibile portare giocattoli e peluche per questi bambini, così mi attivai. Tra questi regali c’erano anche sei palloni donatimi da una signora di Villarbasse che avevo sgonfiato e portato in valigia, che suscitarono immediatamente l’interesse di Tanguy, un ragazzo dell’associazione che si adoperava per far giocare a calcio i bambini più poveri. Tanguy mi chiese di aiutarlo con la sua squadra, e una volta rientrato in Italia, mi attivai per riuscire a realizzare questo sogno». E così è nata l’idea dell’accademia Leoni granata: «I Leoni indomabili sono i calciatori del Camerun – spiega Cantore – e il granata è il colore dalla squadra di Torino, da cui arrivano gli aiuti e per cui faccio il tifo, mi sembrava un nome accattivante. Così sono riuscito a spedire a Yaoundé palloni, scarpini e persino maglie fornitemi dal Villarbasse, squadra del mio paese che stava rinnovando le divise. Per questo le prime casacche indossate sono blu e gialle, i colori del Villarbasse. Ma in quel pacco ho anche inserito alcuni vessilli granata, tra cui una bella bandiera del Toro che ora garrisce nei cieli della capitale camerunese».
Il progetto si fa più ambizioso
Ma adesso il progetto si fa più ambizioso, e dopo aver fondato a Torino la sede piemontese di una voce per Padre Pio, l’obiettivo è quello di riuscire a finanziare la nascita di una vera e propria accademia calcio, che possa permettere di sognare un futuro migliore a un numero sempre maggiore di bambini. «Accanto a me in questa iniziativa ci sono Marco Margrita e Gabriele Accornero, e il nostro intento è quello di puntare sul calcio come strumento di aggregazione, educazione e crescita. – prosegue Cantore – Il nostro progetto, sostenuto dall’associazione Toro Mio, è già stato presentato il 18 settembre a pochi passi dal Filadelfia. Con noi c’è Lys Gomis, l’ex portiere granata, e il prossimo appuntamento sarà a il 9 ottobre al Mondovì Sport e Culture Festival. Ora vogliamo contattare il Torino Fc per chiedergli di affiancarci in questa iniziativa, ma chiunque volesse darci una mano ci può trovare in via Bossi 28 a Torino».





