Per adesso è un reparto che sta abbastanza deludendo. Giovanni Simeone non ha ancora segnato in campionato, la sua unica rete in stagione risale a Ferragosto in Coppa Italia contro la Carrarese e il Cholito finora ha dispensato prove abbastanza grigie anche per via del gioco a corrente alternata, va detto. L’unico attaccante “vero” andato a segno in 5 partite di campionato è Ché Adams, contro il Milan e poi a Firenze nell’unica vittoria fin qui raccolta in A. E non ci stiamo dimenticando di Sandro Kulenovic: certo, contro il Bologna è risultato il salvatore della patria granata, ha firmato lui la rete dell’1 a 1, ci mancherebbe. Ma data la tipologia del gol (una papera clamorosa di Skorupski su tiro telefonato del croato), vien da dire che sia “un’impresa” da attribuire più al portiere dei rossoblù che all’attaccante granata. Al di là dei paradossi, eff ettivamente la manovra offensiva del Torino ha convinto solo a intermittenza. E tra gli autori dei pochi gol segnati (5) vanno ascritti anche un difensore (Comuzzo nella sconfitta contro il Sassuolo) e un centrocampista (Mandragora a Firenze).
Simeone voleva tornare in Argentina. Pellegri deve dare garanzie
Mancano i timbri di Simeone (11 reti nello scorso campionato). E manca l’apporto di Duvan Zapata. Finora, oltre a quei 34 minuti giocati in Coppa col Monza, ha messo assieme solo 2 comparsate da 14 minuti in tutto. «Zapata? Lo stiamo gestendo con un lavoro graduale, il ginocchio sinistro operato nel 2024 si era gonfiato già in ritiro»: Ignazio Abate ha visto il colombiano fermarsi e rallentare parecchie volte in 3 mesi, lo ha potuto usare col contagocce. Condizione fisica limitata. Ad aprile compirà 36 anni. A inizio luglio il Torino gli aveva prolungato il contratto di un ulteriore anno sino al 2028, ma solo per poter spalmargli l’alto ingaggio che Zapata aveva per questa stagione. Si spera che torni a essere una colonna anche in campo, seppur solo per spezzoni di partita. Ma più di tanto ormai Duvan non potrà fare. E non si dimentichi che Simeone (sotto contratto sino al 2028 più opzione di prolungamento per il Torino sino al 2029) voleva tornare in Argentina nel “suo” River Plate, in estate. A luglio compirà 32 anni. Ha raccontato Cairo: «Per trattenerlo gli ho detto: Giovanni, ci hai dato un contributo grandissimo, per cui è fondamentale che tu rimanga. Te lo chiedo come cortesia personale». Vedremo a fine stagione. Quando, poi, scadrà il contratto di Adams. Il Ché era arrivato a Torino da svincolato. A luglio compirà 31 anni: facile immaginare che vada alla ricerca di un contratto più ricco, in Premier. In scadenza è anche Pietro Pellegri, 26 anni a marzo: ora sta bene, contro l’Udinese si siederà in panchina, ma non gioca da dicembre. Due crociati rotti, tra il 2024 e il 2025. Bello sperare che dimostri che il peggio è passato. Ma il suo futuro a lungo termine per ora è un punto di domanda. E poi c’è Kulenovic: 27 anni a dicembre, sotto contratto sino al 2029. Onesta riserva, che il club ha già cercato di cedere. Se non si metterà a segnare con un minimo di continuità (Skorupski o non Skorupski), non ci stupiremmo se a gennaio tornasse sul mercato. Per tutti questi motivi il Torino sta già seguendo profili come Mikolajewski.





