E pensare che il Soldato avrebbe potuto giocare il Monday Night a maglie invertite. Per fortuna del Toro alla fine Pietro Comuzzo ha scelto la destinazione granata per ripartire dopo l’ultima annata sofferente vissuta alla Fiorentina, dove era uscito dai radar dell’undici titolare. Una parabola da gambero incredibile, a causa della scarsa fiducia datagli da Vanoli nel primo semestre dell’anno solare 2026 e che di fatto l’ha ridimensionato dopo che solamente un anno prima la Viola aveva rifiutato due offerte da 35 milioni da parte di Al Hilal (era la prima scelta di Simone Inzaghi per la difesa) e Napoli (30 milioni più 5 di bonus offerti nel gennaio 2025). Quest’estate, infatti, Comuzzo era diventato a tutti gli effetti un esubero dalle parti del Viola Park, visto che Paratici e Grosso avevano inserito il roccioso stopper tra coloro che potevano fare i bagagli per andare a giocare altrove. L’Udinese a inizio giugno era stata appunto una delle società che aveva sondato il terreno per accaparrarsi il centrale classe 2005 in prestito, dato che in quel momento Solet sembrava destinato a lasciare il club bianconero per volare in una big italiana (Inter su tutte) o inglese. Alla fine il difensore francese è rimasto in Friuli e così la società dei Pozzo ha mollato la presa per Comuzzo, che nel frattempo era stato cercato pure da Sassuolo, Lazio e Bologna, prima del blitz vincente targato Gianluca Petrachi.
Colpo Toro
L’irruzione sulla scena della formazione granata, infatti, fece letteralmente saltare il banco nella bagarre creatasi per Comuzzo, che – va detto – ha sempre dato la propria preferenza al Toro. L’unica alternativa reale e concreta che poteva farlo vacillare era appunto rappresentata dalla squadra friulana, nella quale Comuzzo aveva militato ai tempi del settore giovanile senza riuscire a imporsi. Motivo per cui il “tornare a casa” poteva rappresentare una tentazione intrigante, oltre che una sorta di possibile riscatto, anche se la chiamata del Toro e il relativo pressing asfissiante per convincerlo hanno fatto la differenza. Tra l’altro già nell’ultima finestra di mercato di gennaio il club di Urbano Cairo aveva sondato il terreno e provato ad avviare i dialoghi per portare Comuzzo in maglia granata. Un interesse dunque che affondava le radici nel passato e che non ha lasciato insensibile il difensore, fino all’accordo tra le due società che hanno chiuso il passaggio del Soldato alla corte di Ignazio Abate con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto (20 milioni, complessivamente).
Vista Nazionale
Se il buongiorno si vede dal mattino, potrebbero esserci i presupposti a fine stagione per proseguire il matrimonio, se la Fiorentina accetterà di ridiscutere le condizioni economiche. Vedremo. Tempo al tempo e un passo alla volta. Ci saranno tempo e modo di parlarne anche con l’agente del ragazzo (Michelangelo Minieri). Il Toro, infatti, appare soddisfatto dell’avvio di stagione di Comuzzo, tornato protagonista e titolare dopo gli ultimi mesi da comprimario in Toscana. Pertanto intende continuare a puntarci. Comuzzo ha sfornato ottime prestazioni pure durante la sosta, con l’Under 21. Potrebbero spalancarsi di nuovo le porte di Coverciano per il difensore di San Daniele. Il ct Roberto Mancini, infatti, è un estimatore del numero 15 granata e potrebbe richiamarlo nella nazionale maggiore in occasione dei prossimi appuntamenti di Nations League a novembre contro Belgio e Francia, qualora il difensore dovesse continuare a brillare. Ecco perché lunedì sera al Grande Torino è atteso uno scout azzurro per visionarlo insieme ad altri elementi papabili (come Cacciamani, oltre a Mandragora, tornato in Nazionale in queste settimane, pur senza giocare). È l’occasione giusta per Comuzzo per sfoderare una grande prova e aiutare il Toro a centrare la prima vittoria casalinga della stagione in campionato.





