A Torino è arrivato l’ultimo giorno di mercato: la dirigenza granata ha scelto Rafik Belghali con l’idea di andare a rinforzare le corsie esterne dopo il grosso ricambio estivo. Quattro i volti nuovi, considerato anche il ritorno di Cacciamani e l’arrivo di Fortini e Patterson. L’ex Verona ha subito esordito a Firenze, decisivo con l’assist che ha consentito ad Adams di siglare il gol vittoria. «Sì, è stato davvero bello – ha spiegato l’algerino al canale YouTube del Torino – perché abbiamo anche vinto la partita e penso di aver avuto un impatto importante sulla partita, oltretutto era proprio la prima». Una famiglia di calciatori, quella dell’esterno: «Sì, giocano tutti ed è il motivo per cui sono cresciuto giocando a calcio, quindi era qualcosa che era semplicemente normale nella nostra famiglia e penso che questo mi abbia spinto a voler diventare un calciatore». Il Belghali fuori dal campo gioca a padel e alla Playstation: «Lo faccio con i miei amici, mi piace molto» e insieme al fratello cura un brand di abbigliamento, ormai dal 2017. «Me ne occupo con mio fratello, ma ora che sono in Italia lo faccio un po’ meno. Mi è sempre piaciuto vestirmi bene ed è per questo che ho iniziato, mi piace indossare i miei vestiti».
“Il Mondiale? Un sogno. E il gol lo ricorderò per tutta la vita”
A proposito del Belgio, dove Belghali è cresciuto calcisticamente: «Penso che ci sia una grande differenza tra il campionato belga e l’italiano. Quello italiano è davvero importante, è molto competitivo e c’è molta intensità». Per l’esterno algerino l’ultima annata è culminata col Mondiale, il primo in carriera, condito anche da un gol: «È stato come un sogno. Sin da piccolo speravo di giocare la Coppa del Mondo, aver segnato il mio primo gol in quella competizione è qualcosa che non dimenticherò mai e penso che sia il momento più alto della mia carriera calcistica». Poi è arrivato il Torino, la seconda squadra italiana di Belghali dopo il Verona. Nuova città e nuovo allenatore: «Abate mi ha semplicemente detto di giocare come ho sempre fatto e mi ha dato qualche consiglio, ma fondamentalmente mi ha detto solo di giocare come sono abituato a fare». Sulla città: «Non conoscevo Torino, è davvero bella, prima del mio arrivo avevo parlato con alcune persone che vivevano qui, mi avevano detto solo cose belle. Ora che sono qui da qualche settimana vedo di persona che è davvero così. Tutti i giocatori mi hanno accolto con molto affetto e sono stati davvero gentili con me fin dall’inizio. Penso che abbiamo un buon gruppo, andiamo molto d’accordo tra di noi. Non conoscevo nessuno di loro personalmente, ma sapevo che c’erano alcuni giocatori che parlano olandese, sono stati i primi con cui ho parlato».
“Ho rifiutato un’offerta dal Qatar per continuare a giocare in Europa”
Prima dell’arrivo in Italia, nel 2025, per Belghali c’è stata la possibilità di proseguire la propria carriera in Qatar. Un no dettato anche dalla voglia di giocarsela in Europa per poter anche puntare alla Nazionale, come poi è accaduto grazie alla stagione al Verona: «Sì, è vero, quando ero al Mechelen ho ricevuto un’offerta per andare in Qatar, ma non è mai stato il mio sogno. Oltretutto volevo anche giocare per l’Algeria e non era ancora successo, quindi ho scelto di rimanere in Europa per fare crescere e ho rifiutato l’offerta». Sull’obiettivo: «Spero di avere l’impatto giusto sulla squadra e di aiutarla a migliorare ogni settimana, questo è il mio obiettivo personale per questa stagione». Nessun rito scaramantico: «Aspetto solo che inizi la partita, quindi niente di speciale». Delle volte si concentra con la musica: «Mi capita di ascoltare musica algerina, dipende da come mi sento in quel determinato momento». E sul cibo ha invece rivelato: «Mi piace molto la pasta al tartufo».





