Pieri e il contatto Kalulu-Rowe: “Va considerato il metro arbitrale”
Ospite della diretta, l’ex arbitro di Serie A Tiziano Pieri ha giudicato così il contatto in area di rigore Kalulu-Rowe che ha scatenato la rabbia di Sarri nel postpartita: “Per me era rigore, ma dobbiamo analizzare gli episodi e le interpretazioni arbitrali – spiega Pieri -. Va considerato il metro arbitrale: si parla di diminuire il numero di interventi arbitrali e del VAR per adeguarli alla linea internazionale. Abbiamo visto in Champions, agli Europei e ai Mondiali che gli interventi sono ridotti al minimo. Questo chiaro errore che in Italia diventa soggettivo ha portato a un abuso del var. Credo che ci sia più una voglia di uniformarsi all’utilizzo europeo, quindi dobbiamo capire quando e come intervenire. Qui l’arbitro dal campo avrà fatto la sua valutazione, bisogna capire se questa trattenuta è stata intensa e ha giustificato la caduta di Rowe, il quale ha leggermente accentuato perché si è lasciato cadere dopo che la maglia è stata lasciata: questo è il binomio che porta il var a non intervenire. Per me resta però un errore”.
Il mancato intervento del VAR
Aprile ha lanciato una provocazione, alludendo al fatto che se prima l’arbitro veniva richiamato molto spesso al VAR, ora invece non è più così. Si è passati quindi da un estremo all’altro? Il dubbio è legittimo, Pregliasco ha “avuto l’impressione che neanche i giocatori si aspettassero la chiamata del var. Fino all’anno scorso c’era sempre l’attesa di un possibile check: quest’anno invece mi sono sembrati molto veloci, il che da tifoso aiuta la fluidità del gioco, la sensazione è che si giochi di più a calcio. La soluzione sarà estrema ma aiuta la fluidità delle partite, mentre l’anno scorso si era arrivati a un punto in cui si era fermi troppo e non c’era uniformità: due episodi identici erano valutati diversamente. Poteva dare rigore ma non era una trattenuta intensa, quindi capisco il non darlo e il non considerarlo un grave errore”. Secondo Pieri, il fatto che Rowe abbia accentuato la caduta “ha inciso, perché il var Marini ha visto la trattenuta ma avrà valutato anche la possibilità di raggiungere il pallone. Ma dobbiamo anche capire se Marini non se l’è sentita di intervenire, perché il provvedimento disciplinare si poteva configurare anche come chiara occasione da rete e cartellino rosso”. L’ex arbitro sarebbe favorevole al VAR a chiamata dalle panchine: “Tutte queste polemiche sarebbero portate a zero se si usasse la Football video support della Serie C, che porterebbe l’allenatore a chiamare la revisione: credo che si debba iniziare a ragionare su questa possibilità”. Poi un aneddoto su una sua partita arbitrata: “Conte in campo ti aiutava tanto, ricordo proprio un Juventus-Atalanta al Delle Alpi, dove ci fu un lancio con il centravanti dell’Atalanta in fuorigioco ma l’esterno era partito in posizione regolare: l’assistenze alzò la bandierina, poi la abbassò subito e l’Atalanta a momenti segnò. Tutti protestarono ma arrivò Conte che diede ragione agli arbitri. Oggi invece Conte in panchina è molto diverso da quello che era in campo. Nedved era molto difficile da arbitrare, anche D’Aversa, era molto polemico, per cui lì dovevi usare la psicologia nel non ammonirlo troppo presto”. L’altro episodio discusso è stato lo sgambetto di Heggem su Oristanio in Bologna-Torino. “Anche qui era rigore, Heggem impatta sul piede di Oristanio e porta un danno indubbio all’avversario – dice Pieri -. Ma anche qui analizziamo il movimento di Oristanio: questo movimento avanti-indietro della gamba è quasi un voler accentuare il colpo, e qui i giocatori devono imparare a non accentuare”.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus





