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“Io ala destra e poi… Juve, la testa solo su quello”: Barzagli dalle origini al futuro

di Red. Torino Notizie
15/09/2026
in Sport
Tempo di lettura: 1 minuto

Andrea Barzagli ha attraversato il calcio da protagonista, costruendo passo dopo passo una carriera diventata simbolo di solidità, intelligenza e continuità. Dalle prime partite sui campi di Scandicci fino alla consacrazione con la maglia dell’Italia e agli anni d’oro alla Juventus (a differenza dei momenti di difficoltà odierni), il difensore ha saputo trasformare ogni tappa in un’occasione per crescere. Oggi, appesi gli scarpini al chiodo, continua a vivere il calcio da dentro, affiancando l’Under 21 come tecnico in seconda e osservando da una nuova prospettiva quel mondo che lo ha accompagnato per tutta la vita. Una storia fatta di sacrifici, scelte, grandi vittorie e una costante ricerca del miglioramento.

La trasformazione in difensore

Il calcio di Barzagli nasce a Scandicci, alle porte di Firenze, in una famiglia dove la passione sportiva si intreccia con il sacrificio quotidiano. I primi passi sono quelli di un bambino accompagnato sui campi dai genitori, con il sogno di diventare un calciatore sempre più concreto. “A casa mia madre scarrozzava me e mio fratello per i campi – ha raccontato a Vivo Azzurro TV – mentre mio padre si alzava presto, alle 4 di mattina, perché aveva un camion di alimentari e girava per i mercati vendendo prosciutti e formaggi: ha fatto sacrifici, ma è stata un’infanzia felice”. 

Prima di diventare uno dei difensori più affidabili della sua generazione, però, Barzagli aveva immaginato per sé un altro ruolo. La svolta arriva con Bepi Pillon, che ne intuisce le qualità e lo sposta definitivamente in difesa: “Nasco vecchia ala destra, poi ho giocato per anni centrocampista anche nei Dilettanti Nazionali, ma con ‘Bepi’ Pillon ho cambiato ruolo: mi mise difensore, e per fortuna, perché non ero adatto ad arrivare a certi livelli da centrocampista”.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

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