Il rapporto con la famiglia Krause
“Qual è il valore aggiunto della proprietà Krause per il Parma? È una famiglia, credo che questa sia una cosa importante. In un calcio in cui le vecchie famiglie stile anni ’90 sono sempre meno, è stato fondamentale per una città come Parma aver trovato una proprietà, una famiglia che decide di fare investimenti così importanti. Hanno rilevato il club da un gruppo di imprenditori parmigiani che avevano fatto un percorso straordinario perché dopo il fallimento c’è stata la risalita, ma poi quella missione era finita. Era necessario trovare qualcuno, come una staffetta, e se questa staffetta non fosse arrivata non sappiamo cosa sarebbe potuto succedere” – ha spiegato Cherubini. Non sono mancati gli investimenti: si parla di circa 500 milioni spesi dalla proprietà Krause: “Sì, Krause ha garantito al Parma la possibilità di rimanere a certi livelli. Sicuramente il percorso è stato difficile perché appena comprato il club il primo anno c’è stata la retrocessione, i tre anni di B sono stati duri. Oggi, con il ritorno in Serie A e la salvezza dello scorso anno, siamo riusciti a fare un lavoro, naturalmente alimentato in maniera prevalente dal player trading, di riequilibrare i conti, arrivando più o meno al break-even”.
Il futuro del Tardini e gli obiettivi
Cherubini ha parlato anche delle possibilità di vedere un nuovo impianto: “Vedremo con quali modalità e quali tempistiche, ma sicuramente c’è un obiettivo di migliorare l’infrastruttura qui, quindi rimanere al Tardini. Pensando in termini di ricavi, evidente che per toccare numeri che possano incidere per una società dobbiamo guardare anche al di fuori del calcio”. Sugli obiettivi del club: “L’ambizione di Krause credo sia quella di tutti, cioè un giorno poter tornare a giocare nelle coppe europee. In questa prima fase dopo il mio arrivo ci siamo concentrati molto su due temi, uno diciamo forse inflazionato, cioè la sostenibilità, e l’altro è la competitività. Tenerli insieme a volte non è facile. Oggi abbiamo consolidato la nostra presenza con la seconda salvezza, dobbiamo aggiungere un tema di ambizione. Dobbiamo immaginare che non si possa partire ogni anno dicendo che il nostro obiettivo è restare in Serie A. Abbiamo fatto un percorso, dobbiamo avere anche l’ambizione di poter puntare a qualcosa di più importante, sapendo che è difficilissimo, sapendo che sarà strutturale per noi dover cedere, o cedere anche tante volte non per nostra volontà, ma poi c’è il mercato”.
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