«Assurdo». È questo il termine più utilizzato dai tifosi del Toro in questi giorni per commentare la notizia del divieto per i residenti in Piemonte di assistere alle amichevoli nel ritiro di Pinzolo. Basta fare un giro sui social per rendersi conto di come molti giudichino la decisione presa dal Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza di Trento come un’ingiustizia. E quando un qualsiasi evento viene percepito come un’ingiustizia, inevitabilmente la conseguenza è che cresce la rabbia in chi sente di averla subita. Ricordiamo che le partite vietate ai tifosi residenti in Piemonte sono quelle contro il Pinzolo Valrendena (in programma sabato alle 17.30), l’Alcione Milano (mercoledì 22 sempre alle 17.30) e il Cittadella (sabato 25 alle 17). «Così si penalizzano centinaia di persone, soprattutto anziani che seguono il Torino in ritiro da anni», spiega Stefano Brugnoli, che da diversi lustri segue la squadra granata nei vari ritiri estivi. La scelta del Prefetto di Trento ha sorpreso anche la società granata, che si è attivata per cercare una soluzione per i propri tifosi, ma al momento segnali di un possibile dietrofront non ne stanno arrivando.
Toro, niente amichevoli per i tifosi: il comunicato
«È una decisione che non riesco proprio a comprendere, tra l’altro arrivata a ritiro già iniziato», ha invece aggiunto un altro tifoso, Giulio Dalmasso. Una puntualizzazione, quelle sulle tempistiche, tutt’altro che banale considerato che il presupposto che ha portato alla decisione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza è il provvedimento di divieto di trasferta per i tifosi del Toro residenti in Piemonte emesso dal Viminale non negli ultimi giorni, ma oltre un mese fa 9 giugno (il provvedimento era arrivato in seguito agli incidenti che avevano preceduto l’ultimo derby). «Si comunica che nella giornata di ieri (martedì, ndr) sono stati emessi i provvedimenti di divieto di vendita dei titoli di accesso per le partite amichevoli che le società calcistiche Torino FC e Calcio Lecco disputeranno, durante i rispettivi ritiri precampionato, nei comuni di Pinzolo e di Pergine Valsugana. I provvedimenti sono stati adottati in continuità con i decreti del Ministero dell’Interno del 21 maggio 2026 e del 9 giugno 2026, con i quali è stata vietata la vendita dei tagliandi, per gli incontri in trasferta, ai residenti nella Regione Piemonte per le partite del Torino», ha spiegato ieri la Prefettura di Trento attraverso un comunicato.
“Il Tar potrebbe sospendere il provvedimento”
Contro quel provvedimento, però, aveva presentato ricorso l’Unione Club Granata sostenuta dai Giuristi Granata. La prossima settimana il Tar della Lazio esaminerà proprio il ricorso, l’udienza è fissata mercoledì mattina alle 8.45: se il Tar dovesse sospendere il provvedimento del Viminale, per i tifosi del Toro potrebbe aprirsi la possibilità di assistere almeno all’ultima amichevole di Pinzolo, quella di sabato 25 contro il Cittadella. «Il Tar potrebbe sospendere il provvedimento totalmente o parzialmente, riducendo il divieto di vendita dei biglietti ai tifosi di una sola provincia anziché di tutta la regione. Ma anche nel caso in cui il provvedimento fosse sospeso per tutti, non si annullerebbe in automatico il provvedimento del Prefetto di Trento. Probabilmente bisognerà poi attivarsi perché ciò avvenga», hanno spiegato gli avvocati Daniele Labbate e Paolo Alberto Reineri che si stanno occupando del ricorso.
Torino, amichevoli con Avellino e Burnley con i tifosi
«Certo, avere il supporto del Torino in questa iniziativa potrebbe risultare utile. Un club che basa la propria campagna abbonamenti sul senso di appartenenza dei propri tifosi dovrebbe affiancare i propri sostenitori in questa battaglia», hanno aggiunto i legali. Ricordiamo inoltre che il Toro giocherà anche un’altra amichevole in trasferta, l’8 agosto ad Avellino: con il provvedimento in vigore, anche in questo caso la trasferta potrebbe essere vietata ai residenti in Piemonte. I tifosi granata potranno invece seguire l’amichevole del 2 agosto contro il Burnley, perché si giocherò in terra inglese: la limitazione infatti vale solamente per le gare che si giocano in Italia, non quelle all’estero.
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