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Torino, c’è Italiano nel futuro? Cairo lo voleva già prima di Vanoli

di Red. Torino Notizie
14/02/2026
in Sport
Tempo di lettura: 3 minuti

Marco Baroni con il Torino, Vincenzo Italiano con il Bologna e Ivan Juric (peraltro da esonerato) con l’Atalanta. Non è così sicuro di restare in granata Baroni, si sa, e già ha rischiato grosso durante la stagione, nel girone di andata prima della trasformata contro la Lazio, a inizio ritorno dopo la batosta per 6 a 0 subita a Como. “Baroni può e deve dare molto di più”, disse Gianluca Petrachi il giorno della sua presentazione, a dicembre. Dichiarazione fin dirompente, tanto più da ds appena nominato al posto di Davide Vagnati. E ovviamente non si può pensare che Petrachi si lanciasse in giudizi così acuminati in autonomia, senza aver respirato in precedenza anche l’aria di Urbano Cairo. E negli ultimi 2 mesi il rendimento del Torino non è affatto migliorato. La squadra resta lì nella parte destra della classifica, non ancora salva, anzi (“non siamo in una posizione tranquilla”, ammetteva lo stesso Baroni pochi giorni fa). Meglio portare a casa prima possibile altri punti pesanti: e già è andata di lusso a Firenze, sabato, con quel pareggio quasi miracoloso al 94’. E stiamo anche parlando di una formazione che continua ad avere la peggior difesa della A, con addirittura 42 gol subiti. Insomma, non ci stupiremmo se a fine stagione Cairo valutasse la possibilità di interrompere anzitempo il legame con Baroni. Da giorni si sono allargate voci e indiscrezioni sulla possibilità che Cairo richiami Juric al Torino, nel caso. Ci aveva già pensato un anno fa, dopo che ad aprile il tecnico croato aveva lasciato il Southampton, retrocesso con 7 giornate d’anticipo.

Toro: non solo Juric

“E Juric mi scrive che sono un presidente perfetto”, rivelava sempre Cairo durante la presentazione proprio di Baroni, ad agosto. Cairo e Juric hanno mantenuto un buon rapporto, pur se nel primo anno (solo nel primo anno: 2021-’22) il tecnico lo criticava spesso anche pubblicamente. A novembre Juric è stato esonerato a Bergamo: liberarsi dall’Atalanta (contratto fino al 2027) non sarebbe affatto un problema, anzi. Il vero ostacolo, piuttosto, è rappresentato dalle dure critiche che i tifosi granata gli rivolgevano 2 anni fa e che gli rivolgono ancor oggi sui social e nei forum: per Cairo sarebbe dura riproporlo alla tifoseria granata. Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Lazio, intanto, sono decollate anche le voci su una possibile separazione tra Italiano e il Bologna, a fine campionato. Troppo brutta, troppo slabbrata è la stagione attuale, troppo costosa e deludente. Appena 6 punti nelle ultime 12 partite in A: un crollo continuo, fino al 10° posto attuale dei rossoblù, appena 3 punti sopra ai granata. Il timore a Bologna è che possa essersi rotto un ciclo, pur se l’ad Claudio Fenucci confermava la fiducia nel tecnico, giorni fa.

Italiano smarrito a Bologna

Ora rimane l’Europa League. Giovedì, giusto dopo la partita di domenica contro il Torino, i rossoblù sfideranno i norvegesi del Brann nel match di andata dei playoff. È l’ultimo vero obiettivo rimasto al Bologna. “È da un mese e mezzo che abbiamo perso smalto e lucidità. Abbiamo perso compattezza e paghiamo cara ogni sbavatura”, ammetteva Italiano, l’altra sera. Cairo lo apprezza molto da diversi anni, si sa. E nella primavera del ‘24 aveva cercato in tutti i modi di convincerlo a prendere il posto di Juric, a giugno. Ma Italiano (all’epoca seguito anche dal Napoli come alternativa ad Antonio Conte, in caso di fumata nera nelle trattative col tecnico salentino) preferì il Bologna, che Thiago Motta aveva intanto portato alla qualificazione in Champions. Cairo lo incontrò anche, per tentare di convincerlo. Ma non ci riuscì e così poi si affidò a Paolo Vanoli. “Comunque di Cairo io ho una stima esagerata”, disse a suo tempo Italiano. “In questi anni ha fatto un grande lavoro, lo stimo molto”, ammetteva il presidente granata. Se mai il Bologna decidesse di interrompere anzitempo il rapporto con Italiano, Cairo un nuovo tentativo lo farebbe eccome. Ma probabilmente tornerebbe a pensare a lui anche Aurelio De Laurentiis, se dovesse separarsi da Conte.
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