La contestazione a Urbano Cairo, diventata ormai un’abitudine durante le partite del Toro, ieri pomeriggio si è spostata a Milano, per la precisione sotto gli uffici di Rcs in via Rizzoli. Lì circa un paio d’ore prima che a San Siro venisse dato il fischio d’inizio della partita tra il Milan e la formazione granata, una cinquantina di tifosi granata del gruppo Torino Hooligans, prima di recarsi proprio al Meazza, ha invitato il presidente a cedere la società e lo ha fatto appendendo anche due striscioni. Nel primo c’era scritto: “L’orologio di Urbano… fa tic-tac” (che riprende la filastrocca “L’orologio di Milano fa tic-tac” del gioco). Nel secondo invece: “Tempo scaduto”, quest’ultimo con l’immagine di un orologio. Anche se in forme diverse, la contestazione andrà avanti nelle prossime settimane: sia i gruppi della Maratona che i TH hanno infatti già annunciato che proseguiranno lo sciopero durante le partite casalinghe (così come è avvenuto contro Lecce, Bologna, Lazio e Parma), continuando comunque a seguire la squadra in trasferta come accaduto anche ieri: nel settore ospiti di San Siro erano presenti circa 2.000 tifosi granata.
Frattura sempre più evidente
Lo sciopero prolungato del tifo nelle partite casalinghe verrà interrotto solamente all’ultima giornata, quando è in programma il derby contro la Juventus: per quell’occasione, infatti, gli ultras torneranno a riempire la Maratona, ma hanno spiegato in un comunicato che non sarà un passo indietro nella contestazione alla proprietà.. Tornando a quanto avvenuto ieri pomeriggio, il luogo scelto per questa nuova contestazione non è casuale, Rcs è infatti il simbolo dell’attività imprenditoriale di Cairo. Quegli striscioni, inoltre, sono un’altra testimonianza della frattura sempre più evidente tra la tifoseria e il presidente granata. Una frattura che negli ultimi due anni si è ampliata sempre di più e che ha portato a diverse forme di manifestazione del malcontento: dalle marce a cui hanno sempre aderito migliaia di persone (lo scorso 4 maggio in 25.000 hanno sfilato per le strade della città, dal centro di Torino ai piedi del colle di Superga) fino alla più recente decisione di disertare lo stadio presa appunto dai vari gruppi del tifo organizzato delle due curve, la Maratona e la Primavera, e alle scritte a Masio per cui è stato denunciato nei giorni scorsi un settantaduenne torinese.
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