Michel Platini è tornato a parlare di Juventus, calcio italiano e scenari internazionali in occasione della tradizionale gara di golf organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro (qui l’intervista di Massimo dove parla anche del futuro di Platini), evento benefico che ogni anno riunisce grandi protagonisti dello sport e dello spettacolo nel ricordo di Gianluca Vialli. A margine della manifestazione, l’ex numero 10 bianconero ha affrontato numerosi temi d’attualità, dal momento delicato della Vecchia Signora alle difficoltà della Nazionale italiana, passando per il futuro del club bianconero, il ruolo della famiglia Agnelli e alcune riflessioni sul calcio moderno. Dichiarazioni che, come spesso accade quando parla una delle leggende della storia bianconera, non sono passate inosservate.
Platini e i rapporti con la Juve
“Sulla Juventus non so niente, sono andato via quarant’anni fa, ho rapporti con la Famiglia, con qualche giocatore, ma non chiedetemi informazioni che non ho. La Juve fa notizia perché non vince, ma non si può vincere sempre, la Juventus non può vincere sempre tutto…Ora stanno vincendo gli altri, sta facendo vincere gli altri, un po’, non troppo…(sorride)” – così ha parlato Platini a Sky Sport sui problemi della Vecchia Signora. Poi in conferenza stampa ha allargato il discorso, facendo chiarezza anche su un suo possibile ingresso nella dirigenza.
La conferenza stampa di Platini: “Italia è blocco Juve”
Michel Platini ha rilasciato alcune dichiarazioni prima della gara di golf organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro. E ha iniziato parlando del Mondiale: “Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione con i 26 giocatori perché dà prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince”. Sulla nuova formula della manifestazione: “È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo”. La leggenda bianconera ovviamente toccato anche il tema Juve: “Come può ripartire? Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus”.
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