Gianluigi Buffon, leggenda della Juventus e attuale capo delegazione della Nazionale, è stato ospite di DAZN per il format Cult, parlando di molti argomenti, a cominciare dalla sua grande rivalità avuta da calciatore. E già la prima risposta non è stata banale, nella settimana che porta al derby d’Italia: “Inter-Juve più grande rivalità? No, è stata con me stesso. Alcune volte non mi apprezzavo, mi odiavo, mi facevo incavolare, mi piacevo… Pretendevo sempre il meglio, pensavo che se avessi fatto il massimo avrei risolto molti problemi alla mia squadra”.
Il paragone tra Ronaldo il fenomeno e CR7
Poi una domanda anche sul collezionismo, tema della puntata: “Da bimbo ero un patito di album, il primo l’ho comprato nell’83-’84, poi c’era il subbuteo e infine la console del Commodore 64. Quelli a cui sono più affezionato sono quelli vecchi, anche perché poi dopo la Panini ce li mandava già completi”. Buffon in carriera ha affrontato tanti top player, come Ronaldo il Fenomeno: “Che rivale è stato? È stato un avversario, non un rivale. Gli riconoscevi una sportività fuori dal comune e una serenità sconcertante nell’affrontare gli eventi e una classe che all’epoca non si era mai vista in nessun campo di calcio. Aveva tutto perché tutti quanti, soprattutto gli avversari, gli volessero bene”. Cristiano Ronaldo invece è stato sia compagno che un avversario e Gigi lo ha ricordato: “Mi ha segnato ogni partita che ha giocato contro di me, tranne quando sono stato espulso e ha segnato dopo su rigore (ride, ndr). Non ti faceva dormire sereno la notte prima, aveva una ferocia, una cattiveria e una rapidità nei 5 metri che non ho mai visto in nessuno. Era un animale da area di rigore, con la cattiveria di chi voleva uccidere. Era un predatore”.
E arriva poi la domanda fatidica: “Chi prendo tra i due? Ronaldo il Fenomeno è stato il precursore di un calcio che da lui in poi è cambiato, CR7 è stato imparagonabile e imbattibile per come ha saputo trasformarsi negli anni e migliorarsi. Poi ha una longevità di carriera e dei numeri impressionanti. Il brasiliano ha avuto la sfortuna di un infortunio che lo ha condizionato, avesse fatto 20 anni al top sfido ad averne visti come lui”.
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