Ci sono allenatori che entrano nella storia per i trofei conquistati. Altri, invece, finiscono per cambiare il corso del calcio quasi senza volerlo. Giuseppe “Pippo” Marchioro appartiene a questa seconda categoria. Scomparso all’età di 90 anni (i funerali saranno celebrati sabato 8 agosto, alle ore 10, nella chiesa di Madonna delle Rose a Cesena), lascia il ricordo di un tecnico innovatore, tra i primi in Italia a credere nella marcatura a zona quando il libero e l’uomo contro uomo erano ancora dogmi intoccabili.
Un allenatore capace di imprese che oggi sembrano irripetibili: il Cesena portato fino al sesto posto in Serie A e in Coppa Uefa, il Como promosso nella massima serie, la straordinaria cavalcata della Reggiana dalla Serie C alla sua prima storica promozione in A, culminata poi con una memorabile salvezza. Eppure il suo nome è legato anche a una delle più incredibili sliding doors della storia del calcio italiano. Perché fu proprio la scelta del Milan di puntare su Marchioro ad aprire le porte della Juventus a Giovanni Trapattoni. Una decisione destinata a cambiare il destino di due club e a dare inizio a una delle epoche più vincenti mai vissute dai bianconeri.
L’innovatore della zona e il capolavoro Cesena
Marchioro è stato uno dei pionieri della marcatura a zona nel calcio italiano. Negli anni Settanta, quando gran parte delle squadre continuava a difendere seguendo rigidamente l’avversario, il tecnico milanese proponeva già un calcio più moderno, fatto di reparti compatti, pressing e occupazione degli spazi. Idee che gli valsero la fama di allenatore all’avanguardia. Il capolavoro arrivò sulla panchina del Cesena. Nella stagione 1975-76 guidò i romagnoli a uno storico sesto posto in Serie A, davanti a società ben più attrezzate, conquistando una clamorosa qualificazione alla Coppa Uefa. In quell’annata riuscì persino a battere la Juventus, impresa che contribuì a consacrare definitivamente Marchioro tra i tecnici emergenti del panorama nazionale. Negli anni successivi arrivarono anche la promozione del Como in Serie A e, molto più tardi, il ciclo irripetibile con la Reggiana: dalla Serie C alla massima serie fino alla storica salvezza del 1993-94, impreziosita dall’indimenticabile vittoria per 1-0 a San Siro contro il Milan firmata da Massimiliano Esposito.
Il Milan sceglie la rivoluzione
Le imprese di Cesena convinsero il Milan che fosse arrivato il momento di cambiare. La dirigenza rossonera voleva voltare pagina anche dal punto di vista tattico. La marcatura a uomo sembrava appartenere al passato e Marchioro rappresentava il simbolo della nuova scuola. Per questo il club decise di interrompere il rapporto con Giovanni Trapattoni, ritenuto ormai poco in linea con l’evoluzione del calcio italiano, affidando la panchina proprio a Marchioro. Una scelta che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto inaugurare una rivoluzione tecnica, ma che in realtà diede il via a una dei cicli più vittoriosi della storia della Juve…
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