Il calcio ha accelerato il proprio processo di globalizzazione, conquistando spazi sempre più ampi nell’ecosistema digitale. I club sono diventati brand internazionali, seguiti da centinaia di milioni di persone in ogni angolo del mondo. Ma dietro l’esplosione di follower, visualizzazioni e interazioni, resta aperta la questione più delicata: trasformare questa attenzione in ricavi concreti e sostenibili. È da qui che parte la riflessione di Marco Castellaneta, marketing director della Juventus, intervenuto alla Sbobis Conference di Amburgo, uno degli eventi europei di riferimento per l’industria sportiva e l’innovazione. Un intervento che fotografa il presente del club bianconero e, soprattutto, le sfide che attendono il calcio nei prossimi anni.
La fanbase della Juve
“Abbiamo una fanbase piuttosto enorme e diversificata, che è già lì a livello internazionale. Considerate che sui social media, per esempio, abbiamo quasi 200 milioni di follower. Più del 90% di questi è fuori dall’Italia” – ha detto Castellanetta, come raccolto da Calcio e Finanza. La Juventus parte da una base ormai completamente globale. Il dirigente bianconero ha spiegato come il pubblico bianconero non sia più concentrato sul mercato domestico, ma distribuito in modo capillare a livello internazionale. Una trasformazione che non riguarda solo la geografia, ma anche le abitudini di consumo e le piattaforme utilizzate: “Il nostro pubblico è internazionale, è giovane, il 40% sotto i 24 anni sui media digitali. Ancora più alto su alcuni canali come TikTok, Instagram e Snapchat”. Dati che incidono direttamente sulle strategie di comunicazione, considerando che “la maggior parte delle nostre interazioni arriva da Instagram e TikTok”.
In questo scenario, la crescita sul mercato italiano appare fisiologicamente limitata. “Non penso che avremo molto margine di crescita a livello locale nei prossimi cinque anni, perché siamo già il club più supportato, il primo brand italiano sui social media, e anche perché la popolazione nel paese non sta crescendo” – ha spiegato. Di conseguenza, “lo spazio di crescita che i top club hanno, sicuramente la Juventus avrà nei prossimi anni, sia decisamente nei mercati internazionali”.
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