Alla ripresa degli allenamenti del 13 luglio, per Spalletti l’indifferenza andrà di pari passo con la curiosità e lo sfinimento più totale. Troppe le variabili in gioco per far di tutta l’erba un fascio, catechizzando collettivamente i recalcitranti bianconeri. I profili che, terminate le rispettive esperienze in prestito, faranno ritorno alla Continassa da perfetti sconosciuti e con lo sguardo rivolto verso il basso. Per alcuni di loro, una mera formalità, dal momento che Lucio ha già avuto modo di testarli e bocciarli dal vivo. Per gli altri, quantomeno, sarà possibile credere in un futuro a Torino. Sì, incerto e illusorio, ma comunque possibile, qualora dovessero incastrarsi tutti i pezzi.
E di questi profili, ce n’è uno in particolare su cui Spalletti freme di farsi un’idea del tutto sua, e non inquinata dalle considerazioni di chi, prima di lui, ne ha condiviso gli attimi in bianconero: Douglas Luiz. Premessa doverosa: il tecnico ha espresso più volte alla società l’esigenza di ingaggiare un interprete che possa spartirsi i compiti di regia con Locatelli e donare un filo di imprevedibilità in più a un centrocampo monotematico. E il profilo in cima alla lista, in questo senso, continua a rispondere al nome di Stanislav Lobotka. Pista complicatissima, considerando il budget risicato della Juve – che ha urgenze più impellenti in altre zone del campo – e il braccio di ferro annunciato di De Laurentiis, disposto a cederlo solo all’estero (lo slovacco ha una clausola da 25 milioni) o a fronte di un’offerta irrinunciabile. Per intenderci, dai 35 in su. Ed è proprio alla luce di tali criticità che l’intrigo carioca ha trovato terreno fertile nelle ultime settimane.
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