MILANO – Il destino poteva essere scritto nel nome: Clarence. Come Seedorf, ovviamente, per la passione rossonera del signor Kurt De Winter. Poi la scelta è caduta su Koni, con il ragazzone belga che a 23 anni nel giro di un paio di giorni si è trovato in quel di Milanello, dove il sopracitato Seedorf ha scritto pagine di storia. «È accaduto tutto molto velocemente: era il 10 agosto e ricordo che ero a fare una passeggiata in spiaggia a Camogli con mio nonno e mio cugino. Mi chiama il mio procuratore e mi chiede se voglio andare al Milan. Ovviamente ho risposto subito sì e trenta minuti dopo mi sono ritrovato tutte le notizie sui social del telefonino». Tempo due giorni, Milan e Genoa chiudono l’affare per 20 milioni circa, De Winter il 12 fa le visite e il 13 diventa un giocatore rossonero. E ritrova Massimiliano Allegri che il 23 novembre 2021, quando i due erano alla Juventus, lo fece esordire a 19 anni in Champions.
Koni, la passione per il Milan nasce da lontano quindi? «Da piccolo seguivo in tv le partite in Champions del Milan e usavo la squadra rossonera alla play-station. Mio papà le guardava già prima che nascessi, gli piaceva Seedorf e avrebbe voluto chiamarmi come lui, Clarence (e indica una foto del Milan, quella dove la squadra di Ancelotti festeggia la vittoria in Supercoppa europea contro il Siviglia il 31 agosto 2007, ndr)».
Com’è stato ritrovare Allegri? «Bello, con il mister ho un ottimo rapporto. Con noi è simpatico come lo vedete all’esterno, ma soprattutto è una persona molto equilibrata. Ha chiaro in testa qual è l’obiettivo da raggiungere, sa cosa vuole e va dritto per ottenerlo».
Le sta dando fiducia e alla fine del mercato di gennaio ha pure sottolineato che non serviva un difensore in più perché lei stava crescendo. «La fiducia nel calcio fa la differenza e sentirla a parole dal tuo allenatore, e poi viverla nei fatti, aiuta tanto».
Cosa la colpì quando lo conobbe da ragazzino alla Juventus ? «Quando arrivai a 16 anni dal Belgio ero spaesato. Se capitava di allenarmi con lui, aveva sempre tante attenzioni. Poi quando mi ha visto più maturo, mi ha aggregato alla prima squadra e mi ha fatto esordire».
Allegri l’ha utilizzata in tutti i ruoli della difesa a tre, ma lei ha una preferenza? «Mi trovo meglio sul lato destro o da centrale. Da terzino nella linea a quattro? Lo posso fare, ma se posso resto in mezzo (ride, ndr)».
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