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D’Aversa, scossa Toro: “Non siamo ancora salvi. Ecco chi resta fuori a Cremona”

di Red. Torino Notizie
19/04/2026
in Sport
Tempo di lettura: 4 minuti

TORINO – “Somiglianze con la trasferta di Pisa? All’epoca, quando dissi che sarebbe stata una partita sporca, era perché il Pisa in casa ha fatto sì che tutti gli avversari non giocassero bene. Le difficoltà della partita di domani le conosciamo perché giochiamo contro una squadra che lotta per non retrocedere, dobbiamo farci trovare pronti sia sul piano tecnico che su quello dell’atteggiamento. Credo nei miei ragazzi, siamo il Toro e abbiamo il dovere di andare in campo e dimostrare il nostro valore”. Così il tecnico granata Roberto D’Aversa, in conferenza stampa alla vigilia della trasferta allo Zini di Cremona: “Mini-traguardo superare i 44 punti della scorsa stagione? I punti fatti l’anno scorso non mi interessano perché non si possono paragonare le stagioni anche se fossi stato io l’allenatore. Io ora vedo un Toro da corsa e domani mi dispiacerebbe anche pareggiare, dobbiamo andare in campo per fare risultato pieno. Se vogliamo la stima e l’amore dei tifosi dobbiamo andare in campo per mettere in difficoltà qualsiasi squadra. Ora dobbiamo pensare solo a fare meglio possibile affrontando ogni squadra al meglio e dobbiamo pensare a non rallentare la nostra corsa. La salvezza matematica non l’abbiamo ancora raggiunta, ma per una squadra come il Toro il minimo sindacale è andare a vincere a Cremona. Dobbiamo fare il meglio possibile”.

Sul gruppo

“Chi si è allenato particolarmente bene? Tutti, ci sono giocatori che stanno spingendo molto anche se domani non partiranno dall’inizio. Non ho ancora deciso la formazione, nessuno si deve sentire appagato, c’è qualità nella squadra e competizione sana: tutti devono farsi trovare pronti. Maripan al posto di Ismajli? Mi piace ragionare sull’opportunità che può nascere per altri giocatori. Se dovessi scegliere Maripan o un altro giocatore ci sarebbe comunque la gratificazione di un giocatore che ha dato tanto in settimana. Conosciamo le caratteristiche di Maripan e di Marianucci, in base anche alle caratteristiche della Cremonese c’è un piano tattico che può cambiare. A prescindere da chi gioca, siamo in sicurezza. Chi non sarà convocato? Aboukhlal, Zapata e Nkounkou non saranno convocati. Per Nkounkou non ho mai parlato di problemi fisici”, ha aggiunto Roberto D’Aversa.

Cremonese-Torino e le parole di Cairo

“Quanto avrei potuto dare di più questo gruppo? Non lo possiamo sapere, ma l’obiettivo domani è andare in campo per cercare di fare un risultato piano. Se ci dovessimo riuscire avremo una posizione di classifica di normalità per questo club, poi dovremmo avere l’ambizione di portare il Toro dove merita. Difficoltà contro Giampaolo? C’è sempre una prima volta, spero domani di riuscire a battere Giampaolo per la prima volta. Tatticamente la Cremonese è una squadra che parte con una difesa a 4, centrocampo a 4 e 2 punte, ma non ci sono situazione statiche. Quello che è importante domani è la voglia di andare a giocare una partita che sarà una guerra sportiva, di fronte abbiamo una squadra che penserà magari che il Toro è uno di quegli avversari con cui fare punti. Ma noi questo pensiero dobbiamo annullarglielo sul campo. Cairo ha fatto capire che parleremo? Non mi piace mai commentare le parole del presidente, vanno solo ascoltate. In questo momento sto pensando solo al percorso con i miei ragazzi e non alla mia situazione personale. Penso solo ad arrivare all’ultima di campionato cercando di migliorare il percorso”, ha concluso Roberto D’Aversa. Alla vigilia di Cremonese-Torino, in conferenza stampa è intervenuto anche il tecnico grigiorosso Marco Giampaolo…

La conferenza stampa di Giampaolo

“Il Torino si è risollevato sotto la gestione del nuovo tecnico? Innanzitutto D’Aversa sta facendo benissimo – esordisce Marco Giampaolo in conferenza stampa -, ci siamo anche sentiti prima che andasse al Torino per uno scambio di pareri sulla qualità della rosa che a me sembrava ottima. Ha raccolto risultati importanti, in più parliamo di una squadra che ha giocatori di qualità, lui si gioca anche la permanenza e quindi avrà tutte le motivazioni per fare bene. Per questo mi aspetto una partita difficile contro una squadra che viene a giocarsela senza carichi di natura psicologica, ma noi siamo in una condizione che ci impone di fare una partita seria e giusta. Non c’è molto margine. Bonazzoli di nuovo dietro le punte nel 4-3-1-2? Non siamo cambiati molto rispetto al modo in cui volevamo attaccare, anzi i ragazzi hanno riconosciuto subito cosa fare per proporre gioco, siamo mancati nella lettura successiva. Bisogna far sì che i calciatori calcino quelle porzioni di campo nelle quali si riconoscono. Gli attaccanti hanno occupato le zone giuste, i tre centrocampisti si sono sempre comportati bene, non è cambiata la posizione ma il modo di attaccare. Non siamo stati bravi nelle scelte”.

Il match col Cagliari

“La mancata reazione di Cagliari? Di quella partita sono stato contentissimo fino al momento successivo alla rete subita. Può capitare di prendere gol, la squadra aveva fatto molto bene sin lì, ma non mi sono piaciuti i minuti rimanenti fino al fischio finale. Se non c’è reazione probabilmente c’è sotto anche un problema di natura psicologica, perché in stagione è sempre stato difficile rimontare, è mancato qualcosa dopo aver subito il gol… Ne ho parlato alla squadra, in settimana abbiamo lavorato anche dal punto di vista tecnico per fare sì che quando capita qualcosa ci siano gli strumenti per rimettere a posto le cose. Le gare si possono raddrizzare anche attraverso le scelte di gioco, i comportamenti, le giocate semplici e conquistando il campo piano piano. Ai calciatori bisogna dare un riscontro, non solo parole. Poi c’è della fragilità, ma dobbiamo avere la consapevolezza che le ultime 6 partite vanno giocate per raggiungere l’obiettivo. Non serve aggiungere ulteriori problemi, dobbiamo uscire dalla preoccupazione e dalla tensione che sono nemiche della prestazione. Voglio una squadra viva, coraggiosa e che abbia l’anima per fare le cose giuste”, ha proseguito Giampaolo.

La lotta salvezza

“Fatichiamo soprattutto sugli attacchi laterali? Ogni settimana inserisco un pezzo di lavoro in più sia riferito alla partita precedente sia a quella da affrontare, lavorando a livello individuale e di reparto. Sono piccole parti sulle quali lavoriamo sempre, non possiamo perderci nei meandri dei dettagli perché qui dobbiamo essere pratici e concreti, scegliendo di partita in partita le soluzioni migliori. Il centrocampo recupera pochi palloni? Abbiamo una casistica molto ristretta per fare certi ragionamenti. A Parma la partita è stata molto tattica, con il Bologna abbiamo sbagliato nel primo tempo e aggiustato la situazione nel secondo tempo, ma è stata una mia responsabilità, mentre a Cagliari la partita è stata fatta bene per la ricerca dell’equilibrio e delle contrapposizioni sul campo. Il confronto con gli avversari cambia sempre e costringe a riadattarsi in maniera diversa, ma io so dove sto e cosa devo fare. I dettagli si nascondono dietro la coda del diavolo. Lotta a due col Lecce per la salvezza? La sconfitta col Cagliari grida vendetta, è ovvio che sarebbe stato troppo importante mantenere invariato il distacco nei loro confronti. Ma non possiamo prendercela con nessuno, siamo noi i responsabili”, ha concluso Marco Giampaolo.

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