TORINO – Dopo l’eliminazione ai quarti di finale in Coppa Italia il Torino di Marco Baroni si rituffa nel campionato dove sabato farà visita alla Fiorentina. L’allenatore dei granata ha parlato nella conferenza stampa della vigilia parlando degli obiettivi fino al termine della stagione: “La classifica non ci piace e vogliamo migliorarla. Io per primo, dobbiamo creare le condizioni per allontanarci: è il primo obiettivi. Poi ci sono tanti altri obiettivi come crescere e costruire. A Monza abbiamo fatto una gara ordinata ma serviva più pressione. I numeri dicono che, oltre a un gol annullato a noi per pochi centimetri, c’è stato equilibrio. Siamo dispiaciuti perché volevamo passare, ma abbiamo fatto la partita che dovevamo fare”.
Baroni e le scelte del Toro
Il Toro si trova in una zona tranquilla, lontano dalla zona retrocessione ma anche lontano per ambire all’Europa, quanto è importante che i giocatori dimostrino senso di responsabilità e maturità? Baroni: “Quando la mattina vai a lavorare, dai il meglio di te al di là delle situazioni. Ognuno di noi, io personalmente vivo di ambizioni e di rinnovare le sfide. Voglio trasferirlo alla squadra. Mediocrità è una parola che non accetto mai. Abbiamo una classifica che non ci piace, che vogliamo migliorare, che ci adopereremo dando tutte le risorse. La responsabilità è di tutti, non solo dei giocatori: alla fine si tirerà una linea, me compreso. Il Toro dovrà fare scelte, ognuno non deve dare tutto ma ancora di più”.
“A Firenze determinante”
Baroni ha poi proseguito: “Quando ho parlato di miglioramento, anche di classifica dello scorso anno…L’anno scorso è stato fatto un ottimo lavoro, io sono arrivato settimo con 65 punti. Il Toro è arrivato undicesimo con 21 punti di differenza. Parlo di migliorare non per farsi bello e fare un punto in più, io parlo di tutti i miglioramenti. Creare mentalità, caratteristiche per colmare il gap: 21 punti sono tanti, chi vuole tutto e subito sbaglia. Domani a Firenze giochiamo una partita determinante per noi e per loro – aggiunge – Ho parlato di mediocrità perché qui c’è gente ambiziosi, lo sono tutti. Dobbiamo ringraziare queste gare difficili e dobbiamo desiderarle, viverle e sentirle, perché non tornano. Ogni mattina mi alzo per tornare a casa migliore alla sera, ma bisogna dare valore a queste parole. Serve impegno, dedizione, perché già così hai messo qualcosa”.
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