“Questa riforma mi fa ribollire il
sangue per lo spirito che la anima, per i fini che persegue e
per questa lezione che si vuole impartire alla magistratura
italiana con lo schiaffo del sorteggio e dell’Alta corte”. Lo ha
detto Francesco Saluzzo, magistrato in pensione “dopo 47 anni di
servizio effettivo”, già procuratore generale del Piemonte,
intervenendo oggi a Torino a un dedicato al referendum sulla
giustizia.
Saluzzo ha affermato che “il dibattito referendario si è
radicalizzato su insulti, slogan, improperi e contumelie” con
“perdita di vista dell’obiettivo: far capire ai cittadini, al di
fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori, i rischi
della riforma”. Poi ha osservato che “ogni vicenda di cronaca è
stata piegata a fini propagandistici”.
Il convegno è stato organizzato dal comitato ‘Giusto dire
No’. A presentare le ragioni della loro contrarietà alla riforma
c’erano anche due avvocati torinesi, Anna Ronfani e Maurizio De
Nardo.
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