Nel 2024 un giovane residente a
Torino fu raggiunto da un ordine di custodia cautelare
(l’obbligo di permanenza in casa) con l’accusa di avere aderito
a una serie di gruppi Telegram di orientamento nazifascista e
anche di averne formato uno proprio. All’udienza preliminare,
celebrata da un giudice del tribunale per i minorenni, è stato
assolto per “immaturità”. Contro la sentenza la procura ha
presentato un ricorso in appello che, secondo quanto si apprende
in ambienti del Palazzo di giustizia, è ancora pendente.
Al ragazzo erano stati contestati comportamenti che
risalivano al 2023, quando aveva 17 anni. Il fascicolo era una
parte di una maxi operazione
internazionale di polizia coordinata dalle Agenzie Eurojust e
Europol, smantellò un network di internauti nazifascisti
chiamato ‘Sturmjager Division’, attivo in diversi Paesi europei.
La misura cautelare era scattata per il reato di ‘propaganda e
istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale
etnica e religiosa’ con l’aggravante di avere fondato l’attività
sulla negazione o l’apologia della Shoah.
Nella giustizia minorile l’accertamento sulla condizione di
imputabilità viene svolto caso per caso. L’immaturità (che può
essere parziale o totale) si riferisce anche alla capacità di
comprendere il significato o il disvalore sociale di un fatto.
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