Non ci fu raggiro dietro al
testamento siglato da un anziano capitano di marina di Pietra
Ligure (Savona) in favore di un promotore finanziario cuneese,
classe 1978. Il tribunale di Cuneo ha assolto l’uomo dall’accusa
di circonvenzione d’incapace in danno dell’allora 92enne Delfino
e della vedova, autrice della denuncia.
L’ex comandante, figura stimata nel paese ligure, aveva
siglato il testamento nel 2019, meno di un anno prima di morire.
Al 41enne promotore andavano i beni, di cui la moglie avrebbe
avuto solo l’usufrutto. Nel complesso l’eredità ammontava a
circa un milione di euro, tra conti correnti e due case di
proprietà, oltre a oggetti di valore che comprendevano una
collezione di zanne di elefante.
La denuncia era stata presentata nell’estate 2020 quando la
vedova si era confidata con il parroco di Pietra Ligure, don
Giancarlo Cuneo. Il sacerdote era informato circa l’esistenza di
un precedente testamento a favore di monsignor Ennio Bezzone,
suo predecessore alla guida della parrocchia. Era stato proprio
monsignor Bezzone, a suo tempo, a presentare il promotore ai
coniugi: entrambi, ha spiegato, sono originari di Ceva, nel
Cuneese.
“Non ho saputo del cambio di testamento fino alla morte del
comandante. È lui la vera vittima di questa vicenda” ha
affermato in aula il religioso. A chiedere l’assoluzione, pur
imputando all’accusato una “condotta equivoca”, è stato lo
stesso pubblico ministero, all’esito dell’istruttoria: nessuno
dei consulenti psichiatrici ipotizzava una diagnosi di demenza
per i due coniugi, all’epoca dei fatti.
La vedova oggi risiede in casa di riposo. A seguito di un
accordo tra le parti, ha riottenuto una parte dei beni del
marito.
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