“Quello che è successo a mia
sorella Loredana non dovrebbe più succedere. Il mio invito a
tutti è a riflettere”. Lo ha detto Roberto Ferrara, fratello
della 52enne uccisa il 20 aprile a Vignale Monferrato, delitto
per il quale i carabinieri hanno arrestato l’ex convivente
Silvio Gambetta. L’occasione è stata la StrAlessandria, corsa
oggi in città e aperta con un minuto di silenzio per la donna
scomparsa.
“Parlando con mia sorella prima che la uccidesse, mi aveva
confidato che si stava allenando per tornare a fare le gare. In
tanti la conoscevano anche per il suo impegno sportivo e
ringrazio tutti per essere stati vicini alla mia famiglia per il
clamoroso lutto che abbiamo avuto”.
Le volontarie di me.dea, Centro antiviolenza – con una sede
anche a Casale Monferrato – hanno corso sempre per Loredana con
il fiocco rosso. E proprio me.dea fa riflettere sulle parole di
Federico, 28 anni, che in questi giorni si è avvicinato
all’associazione per sostenerla e fare la propria parte contro
la violenza di genere. Il suo appello è molto chiaro: “Cambiamo
noi. Il femminicidio di Loredana ci lascia in eredità
un’occasione, l’ennesima: fermarci, guardarci dentro e
domandarci con brutale onestà: Stiamo facendo abbastanza?”.
Per Federico non possiamo più permetterci di rimanere inermi.
“Forse – è convinto – abbiamo la possibilità di essere promotori
di un’evoluzione culturale, di cui si percepisce un disperato
bisogno. Usciamo dagli schemi, mettiamoci in discussione,
impariamo a scegliere parole e modi, educhiamoci reciprocamente,
anteponiamo il buon senso all’istinto, assumiamoci la
responsabilità, prendiamo posizione. Cambiamo noi, altrimenti
cambieranno solo i nomi delle vittime”.
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