Malgrado l’export in flessione, il
‘modello Cuneo’ regge. Lo testimoniano i numeri del rapporto
Cuneo 2026 della Camera di Commercio, presentato dal presidente
dell’ente camerale Luca Crosetto: “In una cornice sicuramente
molto instabile la nostra provincia si è trovata esposta in
prima linea, eppure laddove la superficie s’increspa emerge la
tenuta straordinaria del ‘modello Cuneo'”.
Nel 2025 il mercato del lavoro ha visto una crescita
dell’occupazione dal 70,5% al 72,6%. In numeri assoluti lo stock
di occupati aumenta di circa 7mila unità, con un incremento sia
della componente femminile che di quella maschile. In
quest’ottica non preoccupa il lieve aumento dei disoccupati, dal
2,8% al 3,3%: “Gli inattivi sono diminuiti del 9%, passando da
99mila a 90mila. Quello che probabilmente è accaduto – spiega
Elena Porta di Unioncamere – è che una parte degli scoraggiati
ora è entrata nella forza lavoro o sta cercando di inserirsi”.
Resta marcato invece lo squilibrio tra l’occupazione maschile
al 74,8% e un’occupazione femminile (63%) più bassa di quasi 12
punti percentuali. Fra i dati più solidi dell’economia cuneese
c’è quello riguardante la longevità delle imprese: oltre 6 su 10
superano i primi cinque anni di attività.
Un elemento che ha contraddistinto in negativo il 2025 è il
calo delle esportazioni in termini di valore, a 10 miliardi e
980 milioni (-1,4% rispetto al record degli 11 miliardi
registrato nel 2024). Le esportazioni made in Cuneo hanno
cambiato pelle in particolare per quanto riguarda la
destinazione: la quota verso i mercati Ue è scesa al 62,5% del
totale.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





