È morto oggi, nel giorno del suo 88esimo compleanno, Umberto Allemandi, fondatore dell’omonima casa editrice e per oltre quarant’anni direttore e anima della prima testata d’arte italiana, Il giornale dell’Arte, che aveva fondato nel 1983 trasformando radicalmente il modo di raccontare l’arte in Italia. Sotto la sua direzione, la testata è diventata un punto di riferimento imprescindibile per storici dell’arte, direttori di museo, galleristi, antiquari, collezionisti e studenti. Un pezzo di storia dell’editoria d’arte italiana che coincide, in larga parte, con la sua storia personale. “Siamo profondamente dispiaciuti per la scomparsa di Umberto. Questo primo anno della nuova storia della Allemandi ci ha permesso di passare molto tempo con lui e di rinnovare la sua visione nel nostro lavoro quotidiano”. Michele Coppola e Luigi Cerutti, rispettivamente presidente e ad della società editrice Allemandi, ricordano così Allemandi. “Sentiamo forte – aggiungono – la responsabilità di continuare a innovare nella divulgazione dell’arte e della cultura assicurando solidità all’identità della casa editrice e continuità a Il Giornale dell’Arte, le sue più grandi intuizioni”.
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