“Dietro la nostra scuola, il liceo
Cavour, c’era un campo di atletica dove si svolgevano gli
allenamenti e le gare interne all’istituto. Livio naturalmente
vi partecipava. E c’era un professore di educazione fisica che
aveva idee politiche lontanissime dalle nostre, legate al
passato, diciamo così, ma che conosceva bene il suo mestiere: fu
lui a individuare le grandi potenzialità di Berruti”. È il
ricordo che Marziano Marzano, storico esponente del Psi nella
Torino degli anni Ottanta, ha voluto consegnare oggi alle tante
persone giunte nella chiesa di Gesù Nazareno al rosario per
Livio Berruti, il campione olimpico morto tre giorni fa all’età
di 87 anni.
Fra i presenti, oltre alla moglie, Silvia, c’erano ex atleti,
amici, vecchi compagni di scuola e personalità provenienti dal
mondo della cultura, del giornalismo e della politica di qualche
anno fa. Marzano è oggi presidente dell’Associazione che
raccoglie gli ex allievi del Cavour: “Livio – ha detto – ha
partecipato alle nostre riunioni fino alla primavera scorsa,
anche se ormai faceva fatica a muoversi”. “Ci incontravamo – ha
spiegato all’ANSA Francesco Fassio, magistrato in pensione,
anche lui ex studente ‘cavouriano’ – con notevole continuità.
Era un uomo gentile, capace di esprimere le proprie opinioni in
maniera diretta, spontanea, ma sempre con grande cortesia. Una
persona davvero apprezzabile”.
“L’ho conosciuto in occasione di alcuni convegni dedicati
alla funzione educativa dello sport – ha raccontato Ennio
Galasso, avvocato – e mi ha sempre dato l’impressione che il
successo gli avesse portato in dono la capacità di capire le
persone e la società”. Il rosario era dedicato anche a un altro
torinese, Carlo, morto a 92 anni. “Mi è stato detto – ha
affermato il sacerdote che ha guidato la preghiera – che uno è
un campione e l’altro un suo ammiratore. Accompagniamoli insieme
fino al traguardo del cielo”.
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