“La comunità internazionale avrebbe dovuto anche oggi stare più vicino al popolo iraniano”. Così, interpellato dall’ANSA, Yoosef Lesani, vicepresidente dell’associazione Iran Libero, con sede a Torino, città dove vive una folta comunità iraniana. Di professione farmacista, l’attivista per i diritti umani abita in Italia da quasi 40 anni. “Va rispettata la sovranità del popolo iraniano. Il regime soffre di un grande isolamento internazionale, regionale, non ha la minima legittimità all’interno del suo apparato. Ha perso la forza dei terroristi nella regione, quindi è facilmente rovesciabile”.
“Uno scontro così – sottolinea – era inevitabile. Noi come associazione abbiamo sempre sostenuto la via, la soluzione e la proposte dal Consiglio superiore della resistenza iraniana, guidato da Maryam Rajavi. Abbiamo sempre appoggiato la terza via, rifiutando qualsiasi intervento militare e una politica di accondiscendenza con il regime, ma sostenendo il popolo iraniano e la sua resistenza organizzata per un cambio di regime, addirittura non violento. Perché questo è fattibile, è possibile”. “Gli iraniani – aggiunge Lesani – hanno mostrato, perdendo anche la vita, un messaggio importantissimo al mondo: siamo in grado di rovesciare questo regime e instaurare una repubblica. Solo che la comunità internazionale avrebbe dovuto anche oggi stare più vicino al popolo iraniano”. Secondo il vicepresidente dell’associazione Iran Libero, “la guerra nella storia umana non ha mai portato la democrazia né la libertà da nessuna parte. Però se il cambio di regime avviene per mano degli iraniani e della loro resistenza, è certo che c’è una forte, credibile, attendibile garanzia per la giustizia, la democrazia e la libertà in Iran, perché loro sono i veri custodi democratici del Paese”.
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