A Torino proseguono le azioni
dimostrative degli antimilitaristi iniziate in mattinata con un
presidio “in solidarietà con i disertori russi e ucraini”.
Davanti al Politecnico è stato aperto uno striscione con la
dicitura ‘Politecnico complice delle guerre’ e all’ingresso è
comparsa sul muro la scritta ‘Il Politecnico fa ricerca per la
guerra’. Nel mirino, “la scelta dell’ateneo di collaborare con
Frontex per tracciare le mappe usate contro i migranti nel
Mediterraneo”.
Un’altra tappa ha visto gli esponenti di Assemblea
militarista alla Safran, ex Collins, ex Microtecnica di piazza
Graf, “una delle maggiori aziende belliche” di Torino. Gli
antimilitaristi hanno bloccato l’ingresso aprendo uno striscione
con scritto ‘Contro la guerra e chi la arma, mentre sui muri è
comparsa la scritta ‘Chiudere le fabbriche d’armi’.
“Serve carne da cannone – affermano i manifestanti – per le
guerre che vedono l’Italia in prima fila. Oggi ci vorrebbero
tutti arruolati. Noi disertiamo. Rifiutiamo la retorica
patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle
loro pretese espansionistiche. Noi siamo al fianco di chi, in
ogni angolo della terra, diserta la guerra”.
“La guerra in Ucraina – aggiungono – ha nel proprio dna uno
scontro inter-imperialistico di enorme portata, che rischia di
innescare un conflitto ben più ampio, tra potenze dotate anche
di armi atomiche: fermarla, incepparla, sabotarla è una
necessità imprescindibile”.
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