Il Terzo Reggimento Alpini ha
celebrato oggi la sua festa di Corpo, ricordando i fatti che
nella prima guerra mondiale videro sei compagnie dei Battaglioni
Susa ed Exilles conquistare la vetta del Monte Nero nella notte
tra il 15 e il 16 giugno 1915. L’episodio, tra i più
significativi della storia del reggimento è da allora simbolo di
coraggio, determinazione e spirito di sacrificio.
Le commemorazioni hanno avuto inizio all’alba in alta
Valsusa: un reparto di Alpini ha affrontato una via ferrata,
rievocando simbolicamente l’audace azione compiuta dai propri
predecessori oltre un secolo fa. Il gesto è volto a ricordare
l’impresa che vide gli Alpini del Terzo Reggimento sorprendere
le difese austro-ungariche attraverso un’azione ardita e
inaspettata, destinata a entrare nella storia militare nazionale
come uno dei più brillanti successi delle prime fasi della
Grande Guerra.
Contemporaneamente, presso il Cimitero monumentale di Torino
il Comandante del Terzo Reggimento ha reso gli onori e deposto
una corona presso le tombe del capitano Vincenzo Arbarello e del
sottotenente Alberto Picco, ufficiali artefici dell’impresa.
Le celebrazioni sono terminate in tarda mattinata presso la
Caserma Berardi di Pinerolo, dove si è svolta la cerimonia
militare alla presenza di autorità civili e militari del
territorio, rappresentanze combattentistiche e d’arma e numerosi
ospiti.
Nel suo intervento il Comandante di Reggimento ha ricordato
l’importanza di custodire e tramandare la memoria di coloro che,
come Alberto Picco, offrirono la propria vita al servizio della
patria.
Nel corso della cerimonia è stato conferito il Premio
Faldella, tradizionale riconoscimento assegnato annualmente a un
militare della Brigata Alpina Taurinense che si sia
particolarmente distinto per spirito di abnegazione e
generosità. Il premio è stato conferito quest’anno al graduato
scelto Roberto Antonino, del reggimento Nizza Cavalleria, per
aver soccorso un motociclista coinvolto in un grave incidente.
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