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Home Economia Italiana

Taglio delle accise in scadenza il 22 maggio, quanto costeranno benzina e diesel

di Red. Torino Notizie
19/05/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti

Cosa succede al prezzo del carburante dal 22 maggio? Si sta per avvicinare la nuova scadenza del taglio delle accise su benzina e diesel e, come già accaduto il 1° maggio, senza una proroga della misura i prezzi torneranno a salire. La domanda è di quanto saliranno o quale sarà la prossima mossa dell’Esecutivo.
Venerdì 19 maggio è prevista una riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi e poco prima si terrà l’incontro con le imprese dell’autotrasporto, che presenteranno le loro richieste a tema carburanti, tra aiuti tramite il credito d’imposta e il differimento dei versamenti fiscali e contributivi per garantire liquidità immediata.

Taglio accise: i prezzi di benzina e diesel
Fino a questo momento è stato scelto di prorogare la misura del taglio delle accise, anche se con alcune differenze a partire dal 1° maggio scorso. Infatti il governo Meloni ha prorogato il taglio delle accise, ma ne ha ridotto l’entità.Rispetto ai primi mesi di operatività, la misura prevedeva uno sconto di 0,20 euro più Iva su diesel e benzina, ma con l’ultimo rinnovo si è confermato il taglio del gasolio, abbassando però quello relativo alla benzina, che è passato da 20 a cinque centesimi.
L’attuale costo di benzina e diesel è ancora piuttosto elevato, con il taglio delle accise che ha calmierato il prezzo, ma lo sconto è stato completamente annullato dall’aumento dei prezzi. Il diesel resta intorno ai 2 euro al litro, mentre la benzina è aumentata fino anche a 1,90 euro al litro.
Cosa succederà il 22 maggio
Dal 22 maggio potrebbe tornare a crescere il prezzo di entrambi. Al momento, infatti, il taglio delle accise è previsto fino al 22 maggio, ma senza proroga i prezzi torneranno a salire.
Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che “sono in corso valutazioni”. Che il rinnovo del taglio delle accise sia cosa certa, però, non è affatto scontato, anzi.
Si attende la riunione del 19 maggio, preceduta dall’incontro con le imprese dell’autotrasporto, per sapere cosa accadrà alla pompa di benzina dal 23 maggio.
Il problema delle coperture
L’aspetto più complicato riguarda le coperture: servono le risorse per sostenere una spesa che diventa sempre più onerosa. Uno dei problemi sarebbe l’impossibilità di utilizzare il meccanismo delle accise mobili, che consente di sfruttare l’extragettito Iva derivante dall’aumento dei prezzi per alleggerire la tassazione sullo stesso carburante. Questo perché le entrate relative al mese di maggio sono disponibili soltanto nella seconda metà di giugno e quindi è impossibile utilizzarle nell’immediato, quindi a partire dal 23 maggio.
È il motivo per il quale lo scorso provvedimento è stato diviso in due fasi che hanno usato due diversi tipi di risorse. Nel caso di un’ulteriore proroga della misura, si potrebbe sempre pensare di utilizzare la doppia data in attesa dei dati sull’extragettito di maggio, ma questo significa che l’Esecutivo dovrà reperire dei fondi alternativi per la prima parte. A maggio sono serviti circa 150 milioni di euro, che sono stati presi dalle sanzioni comminate dall’Antitrust. Ora il Ministero dell’Economia deve trovare da dove prendere le ulteriori risorse necessarie.
Senza la proroga, però, la spesa diventa onerosa soprattutto per le tasche degli italiani. Con le accise ripristinate, il diesel tornerà a crescere di 24,4 centesimi, mentre la benzina di 6,1 centesimi.
I consumatori dovranno quindi pagare una stima di:

benzina intorno ai 2 euro per il self-service in strada;
diesel intorno ai 2,20 euro per il self-service in strada.

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