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Home Economia Italiana

Inflazione in aumento, +3,2% a maggio 2026: il blocco di Hormuz ci costa 1191 euro

di Red. Torino Notizie
30/05/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 2 minuti

Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile e del 3,2% su base annua. È una decisa accelerazione rispetto al +2,7% registrato il mese precedente.
A spingere l’inflazione verso l’alto sono principalmente i prezzi dei beni energetici, dei servizi legati ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. L’Istat sottolinea che l’accelerazione “risente essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici non regolamentati, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona”.

I beni alimentari
Un freno sulla dinamica generale arriva invece dai prezzi degli alimentari. Il tasso di variazione dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona resta stabile a +2,3%. In particolare, i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono leggermente dal +4,2% al +4,5%.
Sul versante congiunturale (rispetto ad aprile), l’indice generale risente soprattutto:

dell’aumento dei prezzi dei servizi ricreativi e culturali (+1,4%), degli alimentari non lavorati (+0,6%) e degli energetici (+0,5%);
della diminuzione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-0,5%)

L’”inflazione di fondo”, che esclude gli energetici e gli alimentari freschi (ortaggi, frutta, uova, latte fresco, ecc.), accelera dal +1,6% di aprile al +1,8% di maggio. Se si escludono solo i beni energetici, il tasso sale dal +1,9% al +2,1%.
Gli effetti dell’inflazione sulle famiglie
Un rialzo che Massimiliano Dona definisce “stellare” e che, secondo l’associazione, sta provocando:
effetti devastanti che stanno determinando una vera e propria stangata pari, per una coppia con due figli, a un aumento complessivo del costo della vita di 1191 euro su base annua. Vanno 269 euro per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 286 per il carrello della spesa, 328 euro per i Trasporti, 251 euro per Abitazione, elettricità e gas. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 1094 euro. In media, per una famiglia la sberla è di 843 euro, 185 per mangiare e bere.
Di seguito, ecco una tabella con i rincari annui per tipologia familiare e divisioni di spesa (valori in euro) su inflazione tendenziale di maggio, su dati Istat elaborati dall’Unc.

DIVISIONI DI SPESA
Famiglia media
Coppia con 2 figli
Coppia con 1 figlio
Inflazione annua di maggio

Prodotti alimentari e bevande analcoliche
185
269
236
+2,9

Bevande alcoliche, tabacco e droghe
14
17
18
+2,6

Abbigliamento e calzature
10
18
14
+0,8

Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili
233
251
249
+5,8

Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione
22
30
27
+1,6

Sanità
15
18
18
+1,1

Trasporti
200
328
305
+5,6

Informazione e comunicazione
-16
-24
-22
-1,9

Ricreazione, sport e cultura
16
28
24
+1,3

Servizi di istruzione
4
10
6
+1,7

Servizi di ristoranti e servizi di alloggio
68
119
95
+3,5

Servizi finanziari e assicurativi
36
53
50
+4,1

Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari
56
74
75
+3,5

TOTALE RINCARO ANNUO
842
1191
1094
+3,2

CARRELLO DELLA SPESA
198
286
252
+2,3

L’allarme di Panetta
Proprio mentre l’inflazione di maggio tocca il +3,2%, il vero allarme arriva dagli scenari tracciati da Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, che afferma:
negli scenari più sfavorevoli un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente un punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo.
Uno shock di questa portata rischierebbe di radicarsi nelle aspettative dell’Ue, innescando “una spirale tra prezzi e salari” che Panetta considera “dannosa e costosa da eliminare”. Una lettura che potrebbe aprire ad un quasi inevitabile ritocco al rialzo dei tassi alla riunione di giugno della Bce.

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