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Melinda chiude il 25/26 con il liquidato ai soci più alto della sua storia

di Red. Torino Notizie
16/10/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti

Melinda, il Consorzio che riunisce
le cooperative frutticole trentine della Val di Non e della Val
di Sole, chiude la campagna commerciale 2025/26 con il liquidato
ai soci più alto della propria storia. Il Cda ha presentato i
dati in vista dell’assemblea di novembre, sottolineando come il
risultato sia maturato in un contesto di profonda incertezza. A
fronte di un raccolto di mele 2025 pari a oltre 410.000
tonnellate, circa il 10% in più rispetto all’anno precedente, la
campagna commerciale ha generato un fatturato lordo di circa 390
milioni di euro. Il liquidato ai soci ha superato i 220 milioni
di euro. “È un risultato che ci dà soddisfazione perché premia
il lavoro dei soci, delle cooperative e di tutto il personale, a
cui va il nostro sincero ringraziamento, ma va letto dentro un
contesto molto complesso, caratterizzato da una profonda
incertezza”, sottolinea il presidente del Consorzio Melinda,
Ernesto Seppi.
   
Accanto ai mercati, Melinda richiama l’attenzione su un
altro tema destinato a diventare sempre più strategico per
l’agricoltura: la disponibilità di acqua. Secondo Ispra, nel
2022 la disponibilità annua di risorsa idrica in Italia è scesa
a circa 67 miliardi di metri cubi, il valore più basso mai
registrato dal 1951 e inferiore di circa il 50% rispetto alla
media del trentennio di riferimento. Anche il Trentino mostra
segnali che richiedono attenzione. Secondo le rilevazioni di
Meteotrentino, la primavera 2026 è stata tra le più calde e
siccitose degli ultimi decenni. Per il Consorzio, il tema
riguarda tanto l’irrigazione nei periodi di siccità quanto la
possibilità di alimentare gli impianti antibrina, fondamentali
per proteggere le fioriture dalle gelate primaverili. Alla
disponibilità idrica si affianca poi la questione della difesa
fitosanitaria, con problemi come cimice asiatica e scopazzi del
melo che continuano a incidere direttamente sul lavoro e sulla
redditività delle aziende. A legare la gestione dell’acqua e la
difesa dai patogeni delle colture è il cambiamento climatico che
rende più incerta la disponibilità idrica e favorisce, al tempo
stesso, la diffusione delle fitopatie.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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