TORINO – La scossa la dà lui, Vlasic. Proprio il giocatore che da settimane tutti attendevano, proprio il giocatore di maggior qualità. Quello che mai fino a ieri sera si era accomodato in panchina. Due partite di Coppa Italia, cinque di campionato. Con l’Udinese no: Abate cambia, ma il croato non si scompone: del resto è capitano pur senza la fascia, e lo ha dimostrato più di una volta. Quando al 9’ entra in campo ci mette veramente poco a fare la differenza. Sei minuti ed ecco il cross perfetto per Comuzzo, quello che il difensore incredibilmente mette fuori. Poi, al 22’, ecco la palla che arriva in area e confonde Okoye: ed è così che Kulenovic si ritrova a battere il portiere dell’Udinese trovando il secondo gol consecutivo dopo quello di Bologna. Vlasic è tornato? Lo dirà il tempo e lo diranno le prossime partite anche se forse la verità è che il numero 10 del Torino non se n’era mai andato. Aveva semplicemente bisogno di più tempo: smaltire le scorie del Mondiale e regalare così di nuovo quei colpi che hanno reso l’ultima la miglior stagione mai disputata in maglia granata.
Torino, Kulenovic decisivo contro l’Udinese: secondo gol consecutivo
Di sicuro anche senza comparire tra i marcatori Vlasic qualcosa ha dato. Un panchinaro di lusso ieri per Abate: così il croato ha intanto preparato il terreno per il raddoppio del suo connazionale. Che ringrazia trovando una rete pesantissima. «Sono felicissimo per la vittoria della squadra, perché avevamo bisogno di questi tre punti. L’avvio di stagione è stato difficile, meritavamo anche di più, avevamo bisogno di un successo così e di portare a casa tre punti, sono felice anche per il gol. Abbiamo avuto anche un po’ di fortuna ma abbiamo meritato e siamo contenti», è sincero l’attaccante del Torino, bravo ad approfittare un’uscita di Okoye e a depositare in rete. Kulenovic è arrivato a Torino a gennaio e sembrava dovesse lasciare i granata nell’ultima sessione di mercato. Così però non è stato: in estate è stato il bomber di Abate ma con l’inizio della stagione ha avuto meno occasioni per farsi vedere. Fino al Dall’Ara, quando il suo ingresso – come quelli di Ilkhan e di Oristanio – avevano dato una svolta alla partita, consentendo al Torino di pareggiare e non chiudere prima della pausa con una sconfitta.
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Torino, Kulenovic racconta il suo ambientamento: «Adesso è tutto più facile»
«Sicuramente quando arrivi in un nuovo club e cambi Paese è un po’ difficile e ci si mette qualche mese per ambientarsi. Adesso, con la nuova stagione, ho avuto l’occasione di lavorare con la squadra durante il ritiro estivo, abbiamo lavorato duro, ora mi sono abituato un po’ e adesso è tutto più facile». Il vantaggio era stato invece di Bragança, al primo gol con la maglia del Torino. L’ultimo era arrivato in Portogallo in una data speciale, il 4 maggio: «Sì, avevo segnato il 4 maggio, so che è una data molto importante, ho studiato la storia del Torino. Sono contento di aver segnato il mio primo gol, adesso voglio andare avanti così per aiutare la squadra». Bragança ha approfittato della pausa per lavorare sodo e rimettersi in forma: «Sì, io mi sento molto bene, è il mio primo gol qui nello stadio di casa, era molto importante vincere e portare a casa i tre punti. Dobbiamo però continuare ad andare avanti così e a lavorare».
Torino, Bragança alza la qualità a centrocampo: Abate ritrova alternative
Il portoghese ha trovato contro l’Udinese la sua seconda maglia da titolare consecutiva, dopo quella di Bologna: un giocatore che ha alzato la qualità a centrocampo e che ha consentito ad Abate di avere più scelta nella mediana. Le ultime ore di mercato, che hanno regalato all’allenatore giocatori come Mandragora e Abate, hanno consentito infatti al Torino di poter variare e di poter anche mettere tutti nelle condizioni di dover lottare per una maglia da titolare. Lo dicono le scelte e lo dicono anche le panchine: come quella di Casadei, ieri di nuovo al rientro dopo un lungo stop.





