Gaetano Oristanio è stato il primo colpo del mercato granata quest’estate, la prima operazione conclusa da Gianluca Petrachi in una sessione estiva dal suo ritorno al Toro. La stagione del ragazzo cresciuto nel vivaio interista è iniziata nel migliore dei modi, presentandosi al popolo granata, accorso in massa al Filadelfia per salutare il primo allenamento del nuovo Toro di Ignazio Abate, con un sinistro a giro per il gol che ha inaugurato la seduta d’esordio della squadra. Tutto sembrava filare per il verso giusto, con una società ed un tecnico pronti a dargli fiducia, al punto di concedergli l’onore e l’onere della maglia numero undici, una delle più pesanti in assoluto, quella che per ogni innamorato dei colori granata riporta a Paolo Pulici, massimo goleador della storia del club. Poi però, una volta concluso il ritiro in Val Rendena e con l’avvicinarsi dei primi impegni ufficiali, qualcosa non è andato per il verso giusto, e gli spazi per Oristanio si sono progressivamente ridotti. L’ex Parma non è mai stato schierato fra i titolari nelle amichevoli di agosto, e nel debutto stagionale contro la Carrarese in Coppa Italia è rimasto a guardare, in panchina. Stessa situazione anche in campionato, e per vedere l’esordio di Oristanio in maglia granata in una gara ufficiale si è dovuto attendere il primo settembre, nel match di Coppa contro il Monza.
Oristanio, nuova chance
Una gara sfortunata per tutta la squadra, ma ancor più per Oristanio, che dopo meno di due minuti ha avuto l’opportunità di cambiare la propria storia al Toro, ma la conclusione che avrebbe potuto sbloccare l’incontro è terminata sul palo. Sostituito poco dopo l’intervallo, Oristanio ha dovuto attendere sino ai 22 minuti finali dell’ultima gara disputata dal Toro a Bologna per avere una nuova possibilità. Entrato in campo in campo con la squadra in svantaggio, il trequartista ha contribuito in maniera decisiva alla rimonta granata, che sarebbe potuta diventare sorpasso se l’arbitro Guida di Torre Annunziata e il Var avessero concesso un rigore apparso netto per fallo proprio su Oristanio nei minuti finali. Ma se anche questa seconda sliding door sembra essersi chiusa in faccia al numero 11 granata, il ventiquattrenne nato a Valle della Lucania non si è arreso, continuando a lavorare duramente al Filadelfia, per guadagnarsi una nuova chance. Che potrebbe arrivare già stasera nella gara contro l’Udinese, presumibilmente a gara in corso (a meno di sorprese…), poiché Abate presentando la partita è stato molto chiaro a riguardo: «Oristanio ha fatto tre settimane di allenamenti ad alto livello. Gli ho tolto qualcosa a inizio campionato, ma non ha mai mollato e se si è ritagliato quello spezzone a Bologna è solo merito suo».
Versatilità importante
Parole chiare, che non significano certo la titolarità acquisita, ma che testimoniano come Oristanio abbia risalito la china e rappresenti un’alternativa seriamente presa in considerazione dall’allenatore. Questa sera accanto a Simeone, nel 3-5-2 che dovrebbe essere presentato come schieramento di partenza, dovrebbe toccare al rientrante Adams, ma lo scozzese non ha certamente i 90 minuti nelle gambe e il trequartista si candida come importante arma tattica da utilizzare a gara in corso. La versatilità del numero undici, infatti, permette ad Abate di poterlo utilizzare sia come seconda punta nel 4-4-2, sia come esterno in un 4-3-3 che come trequartista in un 4-3-2-1, tutti vestiti che il Toro ha indossato in questo inizio di stagione, soprattutto da quando il passaggio alla difesa a quattro è diventato l’opzione ricorrente per cambiare il corso delle gare. La speranza quindi è che la terza sliding door possa finalmente spalancarsi per il passaggio (vincente) di Oristanio, magari già stasera contro l’Udinese.





