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Home Mondo Economia

Analisti: ‘La revoca delle sanzioni su diesel non risolve, il problema è il Medio Oriente’

di Red. Torino Notizie
11/10/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti

Non risolverà la scarsità del diesel nel mondo e negli Stati Uniti la contestata revoca delle sanzioni alla Russia decise dal presidente Usa Donald Trump a seguito di un accordo con Putin. Analisti ed esperti del settore concordano come il nodo vero del problema del mercato del diesel sia da ricercare nel perdurare della guerra in Medio Oriente che ha ridotto la produzione nell’area e svuotato le riserve.
L’arrivo del carburante russo, si legge in un rapporto degli analisti di Bloomberg, potrebbe essere limitato a un “raffreddamento dei prezzi”. Oltretutto la Russia potrebbe non essere materialmente in grado di esportare il carburante a seguito dei ripetuti attacchi dell’Ucraina alle infrastrutture russe. Gli esperti fanno notare poi che benchè vengano rispettate le quantità annunciate dal presidente Usa Trump nell”accordo con il presidente russo Putin (300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo), “si tratta comunque di un modesto incremento visto che solo gli Stati Uniti consumano 3,7 milioni di barili di diesel al giorno su una produzione di 5,3 milioni”. E per gli analisti di Cibc Provate Wealth “i barili promessi potrebbero aiutare il mercato ma anche non materializzarsi e quando arriverebbero potrebbero essere troppo pochi e troppo tardi”. “L’effetto sui prezzi potrebbe essere di breve durata”. E secondo Td Securites “c’è il timore che le raffinerie russe” colpite dagli attacchi ucraini “non siano in grado di raggiungere gli obiettivi” dell’accordo.
I prezzi del diesel Ice a settembre e a inizio ottobre hanno segnato una media di 195 dollari al barile, oltre il doppio del livello visto a gennaio febbraio prima dell’inizio della guerra in Iran, e la crescita è stata particolarmente significativa già prima del divieto di export deciso dalla Russia a luglio. La ripresa dell’export potrebbe, secondo i calcoli di Bloomberg, ridurre le quotazioni solo di un 15%.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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