“Attraverso lo studio di centinaia
di denti fossili di squali e razze rinvenuti nelle rocce della
località di Cerro Tiza, nel Perù meridionale, lo studio intende
far luce sugli ecosistemi marini del Bacino di Pisco durante in
un periodo geologico mai studiato prima. La datazione delle
rocce indica che questi resti risalgono all’inizio del Miocene,
circa 20,6 milioni di anni fa, e costituiscono la più antica
associazione di vertebrati del Neogene finora conosciuta nel
bacino”. Così Giuseppe Marramà, professore associato in
Paleontologia e paleoecologia, presso il dipartimento di Scienze
della terra dell’Università di Torino, presentando lo studio al
congresso nazionale congiunto della Società geologica italiana e
della Società italiana di mineralogia e petrologia.
“Sono state identificate – prosegue – almeno 17 specie di
squali e razze (alcune ancora viventi, come lo squalo mako,
altre ormai estinte, come una specie affine al megalodonte), che
vivevano in un mare ricco di nutrienti e quindi di vita. Lo
studio mostra inoltre che l’abbondanza di alcune specie di
grandi squali è stata però accentuata dai processi geologici che
hanno concentrato e conservato soprattutto i denti più
resistenti”.
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