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Countdown per la stangata delle accise. Spunta una tassa Ue sui profitti dei petrolieri

di Red. Torino Notizie
23/08/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 3 minuti

Si avvicina la scadenza, il 24 agosto, del taglio delle accise per il gasolio e si materializza una stangata dei prezzi nel primo controesodo dopo ferragosto. Un intervento per calmierare il prezzo è un costo elevato per il governo, ma spunta la proposta di sei paesi Ue, fra cui l’Italia, per una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie petrolifere, i cui profitti sono alle stelle. Maggior gettito che potrebbe poi essere utilizzato per misure a favore di consumatori e imprese alle prese col caro-energia. I ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme al ministro dell’economia spagnolo, avrebbero inviato la lettera congiunta al ministro delle Finanze dell’Irlanda, che ha la presidenza di turno dell’Ue.

Una pompa per il diesel

I ministri hanno sollecitato che la questione di una tassa venga inserita all’ordine del giorno di una riunione dei ministri delle Finanze del blocco a Dublino il mese prossimo. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, rivendica che “il governo Meloni è in prima fila per sostenere gli italiani anche su questo fronte. Ora l’Europa ci ascolti”. Il costo dei carburanti, del resto, galoppa con nuovi record dei prezzi benzina e gasolio. E a meno di convocazioni improvvise, non sembra all’orizzonte prima di settembre un consiglio dei ministri per varare nuove misure. Un assist per l’opposizione, che va all’attacco: “abbiamo fatto una proposta concreta: – dice a MF la segretaria del Pd Elly Schlein – serve adottare il sistema delle accise mobili, ma il governo su questo punto non ci sente e la benzina resta sempre sopra i due euro al litro”.

 Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte dai suoi profili social invoca subito un consiglio dei ministri straordinario contro il caro-carburanti. “Il rientro a casa dalle vacanze – calcola il Codacons – tra carburante, pedaggi e soste nelle aree di servizio può arrivare a circa 270 euro a famiglia e sfiorare i 300”. Assoutenti chiede al governo di tagliare le accise “almeno fino al 6 settembre”. Le risorse, suggerisce anche Assoutenti, devono arrivare da extra-profitti di società energetiche, petrolieri, banche e assicurazioni. L’Unc calcola che “per la benzina è record storico” negli ultimi anni mentre “il governo dorme e va in letargo”. Nel consueto rilievo quotidiano da parte del Mimit, il ministero indica che oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,008 euro a litro per la benzina (in rialzo rispetto a 2,005 di ieri) mentre in autostrada la verde è aumentata a 2,085 euro (ieri 2,080).

Distributore di carburanti. Immagine d’archivio

Il gasolio in modalità self sulle strade oggi è venduto a 2,128 euro (2,122 ieri) e in autostrada a 2,200 euro (2,186 ieri). Il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio (14 centesimi più Iva), deciso dal governo il 28 luglio e il 4 agosto prorogato con un impegno di 245 milioni di euro, resta in vigore fino alla mezzanotte del 24 agosto, mentre a partire dal 25 agosto subentra il meccanismo delle accise mobili. La norma permette di utilizzare il maggior gettito Iva generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio per ridurre temporaneamente le accise sui carburanti. Un meccanismo dello stesso tipo era già stato utilizzato a fine luglio.

 Il decreto Mef-Mase del 27 luglio aveva ridotto l’accisa sul gasolio per il 28 e 29 luglio utilizzando 20,5 milioni di euro di maggiore gettito Iva. Guardando agli aumenti alla pompa, “è probabile che i prezzi di oggi siano inferiori a quello rilevato nella media settimanale dal 27 giugno 2022 al 3 luglio 2022 quando la benzina costava 2,065 euro al litro, inferiore al prezzo autostradale di oggi e superiore a quello delle strade normali – calcola Unc – Per trovare una media settimanale superiore a entrambe le rilevazioni del Mimit di oggi bisogna risalire fino alla rilevazione del 21 marzo del 2022 (dal 14 al 20 marzo)” spiega il presidente Massimiliano Dona. “L’abnorme crescita dei listini ai distributori rischia di creare un effetto domino sull’economia italiana con rincari a cascata in tutti i settori” avverte il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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