La tradizionale invasione nel secondo tempo in famiglia nasce da un gesto spontaneo, di trasporto passionale della gente: a Villar Perosa, con una manciata di migliaia di persone salite su attorno a Ferragosto per celebrare insieme l’inizio della stagione, era diventato un rituale che si nutriva anche di quel travolgente quanto pacifico epilogo. Ciò che è successo lunedì all’Allianz Stadium va ben oltre la tradizione e rischia seriamente di mettere fine a un cerimoniale calcistico unico in Italia, dal forte legame identitario. Perché ciò che è successo a Federico Gatti poteva andare ancora peggio. E anche i tifosi, in queste situazioni, corrono il pericolo di farsi male. Senza contare i danni all’impianto: si è vista la corsa a portare via le bandierine, si è visto qualcuno scavare a mani nudo per portare via zolle di campo, che andrà rimesso a posto per l’esordio casalingo con il Parma di sabato 29 agosto. Insomma, ciò che è successo lunedì porterà la Juventus a fare delle riflessioni per le prossime edizioni: perché il club bianconero non vuole perdere il tradizionale happening e non vuole penalizzare i tanti tifosi rispettosi delle regole e pure del buonsenso. Ma la società fa trapelare che, dopo quello che è successo lunedì pomeriggio, sono in corso valutazioni su eventuali modifiche a cominciare dal prossimo anno: la consueta amichevole in famiglia tra Juventus prima squadra e Juventus Next Gen si disputerà regolarmente come da quasi 70 anni, questo non è in discussione.
Il rischio di giocarsi la festa
Però ci potrebbero essere dei cambiamenti di format, sui quali il club bianconero ragionerà nei prossimi mesi, in modo da poter garantire la sicurezza di tutti. Giusto così, perché le scene che si sono viste nell’ultima edizione non sono propriamente edificanti: certo, sarebbe davvero un peccato se, per l’incoscienza e la sventatezza di pochi, dovessero finire per essere penalizzati tutti.© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus





