Aumentano i rilasci d’acqua dalla
Svizzera verso il Piemonte ma cresce il numero dei Comuni
piemontesi costretti a ricorrere alle autobotti: erano circa 70,
sono diventati 109, con oltre 4 mila viaggi effettuati. Questi,
come informa un comunicato della Regione, sono gli sviluppi
della situazione sul versante della siccità così come sono stati
tratteggiati dalla riunione di oggi dell’Osservatorio regionale
sull’emergenza idrica, coordinata dal direttore generale della
Regione Piemonte Angelo Robotto.
Alla Confederazione è stato chiesto di accrescere la portata
del Tresa, l’emissario del Lago di Lugano che sfocia nel Lago
Maggiore. “Oggi – spiegano il presidente Alberto Cirio e gli
assessori Matteo Marnati, Paolo Bongioanni e Marco Gabusi – quel
lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del
fiume è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo. Acqua in
più per il nostro territorio”. In parallelo si sta lavorando sul
bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel,
per aumentare ulteriormente la disponibilità di risorsa.
I dati aggiornati indicano 163 Comuni che hanno già emanato
ordinanze per il risparmio idrico. Quelli serviti dalle
autobotti sono saliti da circa 70 a 109 e sono stati effettuati
complessivamente oltre 4 mila viaggi.
“Ristoreremo le spese – annunciano gli esponenti del governo
regionale – perché i sindaci che stanno affrontando questa
emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco. Con i
miei assessori, e insieme al Governo, stiamo lavorando per
individuare gli strumenti necessari a sostenere le nostre
imprese».
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