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Home Mondo Economia

Il deficit federale Usa sale a 432,3 miliardi (+48%), massimi da marzo 2021

di Red. Torino Notizie
13/08/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 2 minuti

Peggiorano i contri pubblici degli Stati Uniti. Il deficit federale ha raggiunto i 432,3 miliardi di dollari a luglio, in aumento del 48% sull’analogo mese del 2025, portandosi al livello più alto da marzo del 2021 sulla spinta dell’impennata dei costi di Medicare e del peso continuo degli interessi sul debito sui conti pubblici.
Secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Tesoro, il disavanzo complessivo accumulato nei primi dieci mesi dell’anno fiscale è salito a quasi 1.800 miliardi di dollari, superando il dato del corrispondente periodo dell’anno precedente.
Le spese per Medicare a luglio hanno toccato i 174 miliardi di dollari, dai 103 miliardi di giugno, portando il totale annuo a 955 miliardi. Si è trattato della singola voce di spesa più consistente del mese, superando i 141 miliardi destinati alla previdenza sociale e i 104 miliardi di interessi netti sul debito pubblico.
Anche i rimborsi sui dazi hanno inciso sul bilancio, costando 33 miliardi, mentre l’amministrazione Trump continua a restituire gli importi sui prelievi dichiarati illegittimi dalla Corte Suprema. Inoltre, il bilancio ha subito un aggravio di 99 miliardi poiché il primo giorno del mese è caduto in un giorno non lavorativo, anticipando così l’erogazione di vari sussidi, nonché i pagamenti per la Supplemental Security e per Medicare. Per quanto riguarda la spesa pubblica complessiva, gli oneri sul finanziamento del debito si collocano subito dopo la previdenza sociale e Medicare.
Dall’inizio dell’anno fiscale, gli Stati Uniti hanno pagato 1.170 miliardi a fronte di un debito pubblico totale di 39.900 miliardi (di cui 32.100 miliardi detenuti dal pubblico), una cifra è superiore di circa 157 miliardi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli interessi netti hanno raggiunto i 931 miliardi. Per anni, il presidente Donald Trump ha sollecitato la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse di riferimento per ridurre i costi del debito. Tuttavia, si è astenuto dal criticare la banca centrale da quando il suo candidato, Kevin Warsh, ne ha assunto la presidenza a maggio.   

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