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Niente misure sulle accise, gasolio a 2,6 euro in autostrada

di Red. Torino Notizie
11/03/2026
in Mondo Economia
Tempo di lettura: 3 minuti

Le quotazioni del petrolio scendono, ma i prezzi dei carburanti corrono, e il gasolio in autostrada sfonda la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro. Insorgono tutte le categorie, dai consumatori agli autotrasportatori, dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura alle aziende agricole e l’opposizione politica attacca il governo, accusato perché, a differenza di quanto atteso, non porta oggi in Cdm il nodo delle accise mobili.
Un “gravissimo ritardo” accusa il Codacons, “ogni giorno di rinvio del taglio delle accise equivale a danni da centinaia di milioni di euro per gli automobilisti e per il comparto dell’autotrasporto, e aumenta il rischio di forti ripercussioni sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma”. “E’ un autogol – critica l’Unione nazionale consumatori – dato che più tempo si fa passare più serviranno soldi per stoppare l’escalation dei prezzi”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, assicura che “sulle accise ci stanno lavorando il Mimit e il Mef” confermando di aver sentito i colleghi Giorgetti e Urso senza però dare ulteriori indicazioni su tempi e contenuti. Sulla speculazione Salvini ha sottolineato che “il problema non saranno i benzinai” e che “il problema sta a monte, penso a qualche compagnia petrolifera che è molto veloce ad aumentare i prezzi a poche ore dallo scoppio di una crisi e non è altrettanto rapida a ridurre i prezzi quando le crisi rientrano. Quindi è su questo fronte che il governo si sta impegnando”. D’accordo il collega degli Esteri, Antonio Tajani che avverte: “Saremo inflessibili su chi specula su una guerra e ci auguriamo che non ci siano effetti veri” che “ci saranno se non arriverà petrolio nel prossimo mese. Durante questo mese i rifornimenti sono già arrivati da tempo, quindi è assolutamente scorretto e illegale aumentare i prezzi in questa maniera. Siamo pronti anche a sanzionare chi specula finanziariamente facendo pagare di più la bolletta o la benzina al cittadino”. In 7 giorni il gasolio è salito di quasi 15 cent al litro, rileva l’Unc, con un balzo dell’8,63%, e un taglio “di 2 cent al litro sarebbe una presa in giro ed una di 5 non basterebbe per contrastare le speculazioni”. Un intervento sulle accise mobili è sollecitato per “evitare una catastrofe economica paragonabile a quella causata dal Covid”, afferma il Codacons che chiede un taglio tra i 15 e i 20 centesimi”. Un eventuale effetto “contenitivo” dello 0,5% sull’inflazione dei generi alimentari determinato dal taglio delle accise, “equivarrebbe a evitare una stangata da circa 830 milioni di euro su base annua in capo alle famiglie, considerata la spesa per cibi e bevande” calcola Assoutenti. Le accise mobili sono state “ridisegnate nel 2023 e mai attivate” ha ricordato il vicepresidente della Camera dei deputati Sergio Costa (M5s). “Quando il prezzo alla pompa esplode, lo Stato incassa di più attraverso l’Iva proporzionale. Quel maggior gettito va girato per intero a famiglie e imprese sotto forma di riduzione delle accise. Non è un favore, è un atto dovuto”, osserva. Se petrolio e gas sono in caduta libera, dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la guerra in Medio Oriente finirà presto, con Wti in calo dell’8,6% e Brent del 9%, in quasi tutta Italia sulla rete stradale il diesel al self supera i 2 euro al litro e la verde 1,783 euro in media. Ancora troppo. Oggi tra le prime quattro compagnie petrolifere attive in Italia cioè Tamoil, Q8, Ip ed Eni, quest’ultima mostra i prezzi più bassi con il gasolio a 1,94 euro al litro e la benzina a 1,78 euro secondo un’elaborazione dei dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit. Tassare gli extra profitti del comparto fossile e militare, che potrebbe generare fino a 4,5 miliardi di euro, è la soluzione indicata da Greenpeace. Coldiretti spiega che “rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per tutti i prodotti deperibili”. Reintrodurre con urgenza il credito d’imposta sul carburante è la richiesta al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida da Agci Pesca e Acquacoltura, Confcooperative Fedagripesca e Legacoop Agroalimentare.

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