“È un’esperienza che rimarrà
indelebile perché, da ragazzo, mi sono trovato in un attimo,
come mai avrei immaginato, in territorio di guerra”. A parlare è
Lucio, 17 anni, studente del liceo Sant’Anna di Torino,
contattato telefonicamente dall’ANSA dopo essere sbarcato
all’aeroporto di Malpensa. Il ragazzo faceva parte del gruppo di
200 studenti rimasti bloccati a Dubai a causa dell’escalation
militare nella regione, dove si trovavano per un’attività
extrascolastica organizzata da WSC Italia – World Student
Connection Global Leaders, nell’ambito del progetto di
simulazione delle assemblee Onu.
“È stata un’esperienza molto forte. – continua – Ci siamo
sempre fatti coraggio io e gli altri ragazzi, ma man mano che
passava il tempo la preoccupazione aumentava perché sentivamo
nel cielo il rombo degli aerei ed esplosioni”.
“In diversi momenti della giornata e anche di notte
arrivavano allarmi, sia con sms sui telefonini sia con le sirene
dell’albergo. In quelle circostanze eravamo costretti a scendere
nei seminterrati, trasformati in bunker. Ci avevano sistemati al
piano terra dell’hotel per poter scendere più velocemente”,
racconta.
Lucio ringrazia infine “il coordinatore scolastico per
essersi subito attivato per il nostro rientro, i giornalisti per
aver raccontato la nostra situazione e il governo che in pochi
giorni ci ha riportato dalle nostre famiglie e dai compagni di
classe. Domani saremo felici di riabbracciarli e raccontare la
nostra avventura”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA





