D’Aversa su Baroni e ambiente
Cosa si aspetta da Anjorin, Marianucci e Ismajli che ha già avuto ad Empoli: “Non ho parlato con loro, solo con Petrachi e Cairo. Non mi piace parlare con i miei ex giocatori quando non sono l’allenatore. L’anno scorso tanti ragazzi erano giovani, facevo un po’ da padre e consigliere per loro. Anjorin veniva dal Chelsea, la sua storia parla di tanti infortuni ma l’anno scorso ha giocato tanto. Marianucci ha fatto un bel percorso, con il lavoro ha ribaltato le gerarchie e ha fatto un ottimo campionato. Ismajli ha fatto il miglior campionato suo, ma anche lui ha avuto problemi: è un guerriero, ha giocato con una mano fratturata. Difficilmente si ritrovano questi giocatori al giorno d’oggi con questo spirito”. Su Vlasic aggiunge: “Dal vivo ho visto due gare, le due partite di Roma. E Vlasic mi ha stupito: pensavo fosse forte, non così completo. Non sfigurerebbe in un grande club. E’ uno che concretizza e che fa gol. Può giocare a destra o a sinistra, occupando quelle mattonelle perché ha facilitato nell’assist e nel gol”. Su Baroni e l’ambiente: “Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ma non voglio essere influenzato dal passato. Lo chiamerò, ma adesso voglio vedere cosa ci sarà con il nostro lavoro. Voglio rimanere pulito, valuto in base a ciò che vedo. Qua ho fatto tante battaglie. In campo cerchiamo di rendere i tifosi orgogliosi, loro sono fondamentali e sono tra i più caldi d’Europa. A Genova c’è un pubblico che dà 6-7 punti, anche qui c’è un pubblico che porta punti. C’è disponibilità ad aprire il Filadelfia per gli allenamenti, in questo momento si ragiona solo sull’importanza del club”.
Le parole di Cairo
“Un anno fa dissi pubblicamente che ero disponibile a vendere il Toro, ma nessuno si è presentato con un’offerta: più di così, non so cosa fare”: il presidente granata, Urbano Cairo, risponde così a una domanda sulla possibilità di cedere la società. La contestazione della tifoseria intanto non si placa: “La vedo e la sento, non mi scoraggia, ma mi dà ancora più determinazione – dichiara il numero uno del club di via Viotti – e sento una grande responsabilità di fronte ad oltre un milioni di tifosi che amano il Toro: tutto questo disfattismo non serve. Ricordiamo che io ho peso un Toro fallito e non più quello degli anni Settanta o il Grande Torino”. Poi, Cairo risponde a una domanda sulla possibilità di acquistare lo stadio Olimpico Grande Torino: “Stiamo lavorando sullo stadio, se ne occupa anche il mio consigliere Paolo Bellino: vedremo se troveremo un punto d’intesa con il Comune – racconta il presidente in conferenza stampa -. Prima c’erano le ipoteche che pesavano come un macigno, ora stiamo aspettando il valore della perizia perché ancora non so il valore della cifra ma conosco le cifre di Udine e Bergamo: si parla di 4 e di 8 milioni di euro. Qui bisogna ancora fare una valutazione sull’impianto e si valutano anche i costi per la manutenzione. Lavoriamo per fare un’offerta che possa essere accettabile dal Comune e che tenga conto degli investimenti da fare, l’obiettivo è trovare un accordo e saremmo felici di arrivare a una soluzione positiva”.
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