Ci sono sconfitte che lasciano l’amaro in bocca perché condizionate da fattori che sfuggono al controllo di chi perde, come l’antisportività dell’avversario o gli abbagli del direttore di gara. Altre invece che mettono a nudo la sterilità del gioco, la mancanza di ambizione o di orgoglio. Insomma, di quegli aspetti tattici e mentali necessari a onorare la maglia. Soprattutto quando indossi quelle che hanno un peso storico incomparabile. Così la Juventus ha lasciato lo Stadium, dove alla papera di Di Gregorio che ha regalato il vantaggio all’ex Toro Vojvoda è seguito il raddoppio di Caqueret per il definitivo 2-0 che ha rigettato nell’ombra la stagione dei bianconeri, arretrati di ulteriori 3 passi dopo quelli ammessi da Spalletti al termine della disastrosa trasferta di Istanbul. Ed è proprio l’aspetto mentale ad avere scosso gli animi del mondo Juve, soprattutto di chi quella maglia l’ha indossata per oltre un decennio. È il caso di Alessio Tacchinardi, che sui propri profili social ha condiviso un’immagine che veicola un chiaro stroncamento della prestazione degli 11 di Spalletti.
La delusione di Tacchinardi
Al termine della gara con i Lariani, ora a -1 dai bianconeri in classifica, Tacchinardi ha pubblicato l’immagine della quarta maglia a strisce orizzontali indossata dalla formazione di Spalletti e inevitabile bersaglio di critiche impietose rilanciate sul web. L’ex difensore ha così sfruttato l’occasione per dire la sua in merito al rapporto tra un giocatore e la maglia, ricordando che oneri e onori sono direttamente proporzionali al suo peso storico. Questo il messaggio di Tacchinardi: “Che sia la prima, seconda, terza o quarta maglia bisogna onorarla, rispettarla e sudarla”. Insomma, un messaggio duro e chiaro rivolto a una squadra ora reduce da 3 sconfitte consecutive fra campionato e Champions, precedute a loro volta dal pareggio con la Lazio e dall’eliminazione in Coppa Italia. Ora, l’agenda di Spalletti mette in programma il ritorno dei playoff contro il Galatasaray di martedì 17 e a seguire la trasferta all’Olimpico contro la Roma prevista per domenica 1 marzo. Ma non finisce qui, Tacchinardi ha avuto da ridire anche sull’intervento di Di Gregorio. E non si tratta né della papera dello 0-1 né dell’incomprensibile uscita che è valsa il raddoppio del Como.
Di Gregorio che preferisce Handanovic a Buffon
Che il portiere bianconero sia un ammiratore dell’ex estremo difensore dell’Inter Handanovic non è una novità. In passato aveva dichiarato di ispirarsi allo sloveno, oggi allenatore della formazione nerazzurra U17, a tal punto da preferire l’ex Inter in un gioco-intervista a una serie di leggende tra le quali proprio un suo predecessore ed eroe della Juve, dell’Italia e del calcio mondiale. Non serve aggiungere altro, Handanovic era stato preferito da Di Gregorio anche a Gigi Buffon. Una preferenza che ha fatto storcere il naso a molti (-ssimi), tra cui Tacchinardi, che con Buffon ha condiviso lo spogliatoio dal 2001 al 2005. Così, l’ex difensore ha pubblicato l’immagine dell’intervento di Di Gregorio accompagnandola con i volti dei due portieri e con il messaggio “Opinioni leggermente differenti”.
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